Il presidente Juncker è preoccupato per il linguaggio sboccato di Salvini e Di Maio


Il presidente Juncker è preoccupato per il linguaggio sboccato di Salvini e Di Maio

 Afp


Jean Claude Juncker




“L’Italia non è la Grecia”, ma “è in una posizione difficile”. Lo dice il presidente della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, in un’intervista ai quotidiani austriaci ‘Der Standard’ e ‘Kurier’. “Se dicessi che esiste il pericolo di una seconda Grecia, gli italiani saranno di nuovo turbati. Inoltre, non paragono l’Italia con la Grecia, nonostante l’elevato livello del debito e nonostante un deficit di bilancio eccessivo. Ora dobbiamo parlare con gli italiani in una nobile competizione di idee”, afferma Juncker, che tuttavia rileva: “L’Italia è in una posizione difficile. Ho detto a Friburgo che l’euro era in pericolo se tutti avessero richiesto regole speciali in modo tale da non rispettare gli accordi precedenti nel contesto del coordinamento delle politiche economiche e di bilancio. Non ho confrontato l’Italia con la Grecia. Ho dovuto risolvere quella crisi insieme ad alcuni altri. Non ho voglia di ricominciare da capo”.

Interpellato sulle misure previste dalla manovra, come il reddito di cittadinanza e la flat tax, Juncker si schermisce: “Non spetta alla Commissione dire che non puoi fare questo e quello. Per noi, il fattore decisivo è la linea di fondo. Spetta ai politici italiani trovare regole e misure che consentano all’Italia di rimanere entro gli obiettivi di bilancio concordati”.

Il governo italiano, ricorda poi Juncker, “dovrà presentare il proprio bilancio alla Commissione entro il 15 ottobre. Valuteremo, e, se necessario, proporremo modifiche ‘sine ira et studio’. Siamo in una procedura normale”.

Juncker si è detto poi preoccupato per il “linguaggio sboccato” dei due vicepremier italiani, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, nei confronti dell’Ue. Alla domanda sulle parole di Salvini nei suoi riguardi, Juncker minimizza: “Non le ho sentite, le ho lette adesso. Al limite, potrei ignorarle”. Ma, aggiunge, “il fatto che due vicepremier ministri italiani usino un linguaggio sboccato sull’Unione europea come istituzione nella struttura generale del continente va guardato con molta attenzione”.

Salvini il 2 ottobre aveva detto a una cronista di ‘Tagadà’ di La7 : “Parlo con persone sobrie, che non fanno paragoni che non stanno né in cielo né in terra”. A stretto giro la replica del presidente della Commissione Ue: “Spero che Matteo Salvini non finisca mai nella situazione di dover raccogliere un mucchio di macerie”. Replica del ministro leghista: “Incredibili e inaccettabili gli insulti e le minacce che ogni giorno arrivano da Bruxelles e dai burocrati europei. Le uniche macerie che dovrò raccogliere sono quelle del bel sogno europeo, distrutto da gente come Juncker: sarò felice di ricostruire una nuova Europa con il voto popolare di maggio, io lavoro solo e soltanto per il bene ed il futuro del popolo italiano”. Oggi l’ultima puntata dello scontro.

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Autore dell'articolo: admin