Il “Piano B” del governo nel caso in cui l’Italia dovesse finire sotto attacco finanziario


Il "Piano B" del governo nel caso in cui l'Italia dovesse finire sotto attacco finanziario

 (Agf)


 Giuseppe Conte




Il premier Giuseppe Conte e i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini fanno asse per difendere a spada tratta le misure da inserire nella manovra. E fanno perno sul “sistema Italia”, con l’incontro con gli ad delle Partecipate ricevuti a palazzo Chigi. Il governo tiene ferma la posizione e si dice convinto che lo spread non andrà fuori controllo.

L’exit strategy nel caso il Paese dovesse finire sotto attacco sul fronte finanziario sarebbe quello – riferiscono fonti parlamentari della maggioranza – di dilazionare le misure. Alleggerire il peso sui conti pubblici per il 2019, far partire ‘quota cento’ e reddito di cittadinanza più in là di qualche mese, magari sotto le Europee.

È un piano che al momento non viene preso in considerazione da M5s e Lega che insistono sulla necessità di far decollare subito il contratto di governo ma potrebbe essere lo stesso ministro dell’Economia, Giovanni Tria, a premere in questa direzione. “Del resto servirà un periodo per fare i decreti attuativi”, spiegano le stesse fonti. Di fronte alla preoccupazione che continua ad esprimere il Capo dello Stato Sergio Mattarella e agli inviti al dialogo con le istituzioni europee l’esecutivo si muove su un doppio binario.

Nessun passo indietro sul deficit al 2,4%

Nessuna marcia indietro né sulla cifra del 2,4% del rapporto deficit-Pil, né sui contenuti inseriti nel contratto di governo. Tuttavia la volontà è quella di non chiudere la strada del confronto. Restano in ogni caso tensioni legate al decreto fiscale (l’arrivo sul tavolo dei ministri è slittato a lunedì prossimo, il Movimento 5 stelle oltre a stoppare qualsiasi tentativo di condono tombale vorrebbe inserire altre misure ma ci sarebbe la resistenza del Mef), su ‘quota cento’ e sul reddito di cittadinanza con il partito di via Bellerio che punta a ridurre di molto la platea dei beneficiari.

Intanto oggi è arrivato anche l’allarme di Fitch. L’agenzia di rating vede “rischi considerevoli per i target della manovra specie dopo il 2019 e attende i dettagli della legge di bilancio. “Chi boccia le stime sulla crescita oggi dovrà riformularle alla luce di questi nuovi investimenti da 15 miliardi”, sottolinea il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

La reazione del governo all’allarme di Fitch

“Tutti quelli che hanno promosso i governi precedenti, è buona cosa che boccino quelli attuali. Vogliamo essere promossi dai cittadini. Stiamo andando in controtendenza rispetto le ideologie economiche”, la reazione del vicepremier Luigi Di Maio. Fitch? “Conta la promozione delle imprese non quella dei burocrati”, dice l’altro vicepremier Salvini.

L’esecutivo punta a sottolineare l’impegno ad investire a ad assumere preso dalle Partecipate (nel prossimo quinquennio Cdp conta di investire 22 miliardi, che grazie alle riforme che il governo punta a mettere in campo potrebbero arrivare a 35 miliardi) e rimarca il fatto che una manovra diversa “avrebbe portato, in una prospettiva di crescita debole, a una fase di recessione”.

“Con la riforma quota 100 ci sarà più di un’assunzione per ogni pensionato e molte aziende stabilizzeranno poi i dipendenti grazie al dl dignità“, rilancia il ministro dello Sviluppo. “Gli imprenditori garantiscono nuovi posti di lavoro con il superamento della Fornero”, sottolinea il responsabile dell’Interno.

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Autore dell'articolo: admin