Il Pd è costretto ad affrontare l’ennesima sconfitta in un anno


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Gira il coltello nella piaga Matteo Salvini: “Il voto nelle due province autonome è un risultato mai raggiunto nella storia della Lega, è un dato che riempie di emozione e di gioia. Il dato eclatante è che con la cura Letta, Renzi, Gentiloni, Martina, il Partito democratico scompare da Trento e Bolzano”.

Sparire magari no, ma le urne sono state matrigne con un Partito Democratico che una volta da queste parti otteneva altre percentuali, Invece questa volta si è fermato su livelli più che lontani da ogni immaginazione o vocazione maggioritaria. A Bolzano il 3,8 percento. A Trento il 25,4, ma anche il punto di partenza era parecchio più alto rispetto all’Alto Adige.

L’ennesima sconfitta in un anno

Brucia l’ennesima debacle inanellata dopo il 4 marzo: Molise, Friuli Venezia Giulia, Lombardia. Come mai? “Non ha funzionato la subalternità al liberismo e alle politiche di austerità. Ci si è allontanati dalla propria vocazione sociale, con la conseguenza che lo spazio lasciato libero è stato riempito dai sovranisti”, spiega in una intervista a “La Repubblica” Achille Occhetto, che fu l’ultimo segretario del Pci ed il primo a subire la svolta moderata ai tempi di due giovani leoni che si chiamavano Massimo D’Alema e Walter Veltroni.

“Cambiare o si mette male”

L’analisi di Occhetto è in chiave storica, mentre il partito deve fare i conti con la quotidianità che è fatta di un lento e faticoso processo di avvicinamento ad un congresso che ancora non decolla tra candidati non graditi, candidati volenterosi, candidati che ancora non si sa se si candideranno.

Non stupisca allora che a tentare di avviare il dibattito sia Nicola Zingaretti, il primo ad aver apertamente lanciato il guanto di sfida. “Le elezioni in Trentino sono l’ennesima conferma che bisogna cambiare”, dice, “I cittadini lanciano dei segnali, avvertono una voglia di cambiamento che purtroppo le destre, i Cinque stelle hanno interpretato di più”.

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 Nicola Zingaretti

Insomma, “Il congresso servirà a dirsi la verità e a cambiare. Fin qui abbiamo troppo litigato e mai discusso – ha sottolineato Zingaretti – ed io farò di tutto per aprire un confronto tra di noi per cambiare. Se ci ripresentiamo per le strade con la percezione che tanto non cambieremo mai, allora si mette male”.

Renzi prepara i suoi

Intanto, dopo tre giorni di Leopolda in cui era vietato parlare del congresso democratico, tutto appare pronto per la nascita dei comitati civici o, meglio, dei “Comitati di azione civile” di Matteo Renzi. Come spiega all’AGI Ivan Scalfarotto, a cui è stato demandato il compito di presentare i comitati alla Leopolda, “la creazione di un comitato è del tutto spontanea, io stesso non ne saprò nulla fino a cosa fatta. Il procedimento è tutto telematico”. Per iniziare basta andare su un sito.

Ora è Leu che non vuole

Ma a dare forse meglio di qualsiasi altra cosa l’idea della situazione è il nyet che giunge da Leu all’ipotesi di un’alleanza con i cugini in vista di un turno di elezioni europee che, allo stato attuale delle cose, si presenta problematico. “Una alleanza Pd–Leu alle elezioni europee per quanto mi riguarda è impraticabile” taglia corto Stefano Fassina, a a margine della tavola rotonda con la Cgil. Un’altra sinistra.

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Autore dell'articolo: admin