Il Partito democratico è alle prese con una curiosa guerra delle cene 


Il Partito democratico è alle prese con una curiosa guerra delle cene 
Agi.it

Silvia Lore / NurPhoto 


Matteo Renzi e Nicola Zingaretti 




C’è chi l’ha definito un copione degno di Cucine da Incubo o Quattro Ristoranti: il congresso del Pd è di fatto partito – in attesa della convocazione ufficiale – e il confronto si gioca anche a colpi di forchetta e coltello. I renziani, su impulso di Giuliano Da Empoli, si danno appuntamento per una cena a casa Calenda, Zingaretti risponde con una trattoria con un operaio, uno studente e un piccolo imprenditore.

All’idea del presidente del Think Tank renziano Volta, Giuliano Da Empoli, di mettere attorno a un tavolo i pezzi da novanta Matteo Renzi, Carlo Calenda, Marco Minniti e Paolo Gentiloni. Da quest’ultimo è arrivato il sì ufficiale seppure accompagnato da una premessa: “Se c’è questo invito, non è una cosa a cui si può rinunciare”. E comunque, “i problemi del Pd non è che si risolvono con una cena”. (Repubblica)

Una formula che sembra voler respingere l’idea che ci sia un ritorno ai caminetti della prima Repubblica, quando i problemi tra compagni di partito e alleati si risolvevano davanti a un piatto di pasta o a una crostata. Le parole di Gentiloni sono state accolte con favore dallo stesso Zingaretti: “Gentiloni dice cose sagge sul tema del nostro modo di discutere per mettere al centro il congresso e la partecipazione. Le condivido in pieno, anche questa volta” (Il Messaggero).

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Ma il governatore respinge con fermezza l’idea stessa del ritorno al caminetto, proponendo una formula diversa da quella ideata dal saggista renziano. Niente pezzi grossi del partito, a cena il governatore del Lazio portera’ quei pezzi di societa’ civile con i quali il partito di piazza del Nazareno ha perso il contatto.

“La prossima settimana ho organizzato in trattoria una cena con un imprenditore del Mezzogiorno di una piccola azienda, un operaio, un amministratore impegnato nella legalita’, un membro di un’associazione in prima fila sulla solidarieta’, un giovane professionista a capo di una azienda Start Up, una studentessa ed un professore di Liceo”, scrive il governatore sul suo profilo Facebook (Huffington Post).

“A tutti loro voglio chiedere che dobbiamo fare secondo voi? Dove abbiamo sbagliato? Come riprendere a lottare e vincere? Perchè la nostra storia ricomincia così: ascoltando le persone”. A questo, Zingaretti aggiunge il pro memoria di ‘Piazza Grandè, l’appuntamento organizzato da chi lo sostiene all’Ex Dogana di Roma, il 13 e 14 ottobre. 

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Autore dell'articolo: admin