il parlamento ha bocciato l’accordo


432 i voti contrari. I laburisti chiedono nuove elezioni


Aggiornamento – La Camera dei Comuni ha bocciato l’accordo sulla Brexit. I voti contrari sono stati 432 contro i 202 che si sono espressi a favore.

Sono stati dunque 125 gli esponenti della maggioranza – composta da Conservatori e Dup – a voltare le spalle alla May. Il Partito Laburista ha invece votato compatto per il ‘no’, come anticipato dal leader Jeremy Corbyn che si è augurato di andare presto a nuove elezioni. Dopo il voto il leader dei laburisti ha parlato di “sconfitta devastante” ed ha anche annunciato una mozione di sfiducia nei confronti della May, che si dovrebbe votare già domani.

È stato inascoltato l’ultimo appello fatto dalla May, che aveva chiesto un voto “responsabile” al parlamento. Adesso è difficile immaginare cosa potrà accadere. L’ipotesi ‘hard brexit’ – cioè una separazione senza accordi, dannosa per entrambe le parti – è sempre più realistica.

Brexit: gli scenari prima del voto

Quella di oggi è una giornata cruciale per il Regno Unito e per la Brexit. Dopo aver rinviato a lungo, stasera la Camera dei Comuni si esprimerà sull’accordo raggiunto dal governo di Theresa May con l’Unione Europea per l’uscita del Regno Unito dall’UE, quello già approvato lo scorso novembre dai capi di Stato e di governo degli Stati dell’UE.

Manca quindi l’ultimo tassello, quello che al momento sembra impossibile ottenere: l’approvazione del Parlamento britannico. I numeri sono a sfavore di Theresa May, con tutta l’opposizione che voterà contro l’accordo e parte della maggioranza che farà altrettanto, almeno stando alle dichiarazioni fatte in questi ultimi giorni.

I bookmakers britannici ne sono certi: Theresa May subirà una enorme sconfitta e in quel caso il governo avrà tre giorni di tempo per delineare un nuovo piano di azione, scegliendo tra cinque diverse opzioni.

Il governo di May potrebbe decidere di procedere con un’uscita dall’UE senza accordo, opzione che sarebbe troppo svantaggiosa per il Regno Unito e quindi quella che tutti vorrebbero escludere, oppure tentare di rinegoziare l’accordo, anche se l’UE si era già detta contraria a riaprire il tavolo dei negoziati, considerando anche che il 29 marzo 2019 è davvero dietro l’angolo e che l’accordo raggiunto è molto vantaggioso per l’UE.

L’altra opzione è quella di indire nuove elezioni e tentare così di ottenere un nuovo mandato politico, ma per farlo sarebbe necessario avere l’approvazione di due terzi del Parlamento, ora come ora molto difficile da ottenere. L’esecutivo di May, o anche l’opposizione, può chiedere inoltre un cosiddetto voto di sfiducia: in caso di vittoria del governo non ci sarebbero cambiamenti, mentre in caso contrario si potrebbe arrivare a nuove elezioni generali, con tutte le conseguenze del caso e la Brexit ormai a poche settimane dall’avvio.

L’ultima opzione, quella che i cittadini vorrebbero e che i deputati conservatori vogliono evitare, è un nuovo referendum. In questo caso, dopo aver ottenuto un’estensione dell’Articolo 50 e quindi uno slittamento dell’avvio della Brexit per avere il tempo di organizzare il nuovo referendum, saranno i cittadini a decidere. Questa, ad oggi, sembra l’unica possibilità per evitare l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, l’ultima spiaggia per il governo britannico.

Le operazioni di voto, salvo slittamenti, dovrebbero iniziare alle alle 21.00 di oggi, ora italiana.




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Autore dell'articolo: admin