Il Parlamento Europeo chiede ai Paesi dell’Ue di interdire i gruppi neofascisti e neonazisti


Il Parlamento Europeo chiede ai Paesi dell’Ue di interdire i gruppi neofascisti e neonazisti

Photo: Timm Schamberger/dpa 


Marcia neonazista Freies Netz Sued a Wunsiedel, Germania, 16 novembre 2013




Neofascismo, neonazismo, xenofobia e intolleranza: troppo spesso l’Europa ha preferito guardare dall’altra parte. I nodi poi sono giunti al pettine. Per questo il Parlamento Europeo chiede ai paesi dell’Ue di invertire la tendenza ed usare modi più decisi contro la destra più estrema.

Da Breivik a Traini

Il testo della risoluzione approvata dall’assemblea di Strasburgo menziona l’attacco che ha ucciso 77 persone in Norvegia nel 2011, l’assassinio della deputata britannica Jo Cox nel 2016 e l’aggressione da parte di aderenti a Casapound denunciata dall’eurodeputata di ‘L’altra Europa con Tsipras’ Eleonora Forenza e dal suo assistente, Antonio Perillo, lo scorso settembre a Bari.

La risoluzione ricorda anche che un “cittadino italiano è stato condannato a 12 anni di carcere per avere sparato a sei migranti africani, ferendoli, in un attacco a sfondo razziale nella città di Macerata, nell’Italia centrale” (ovvero Luca Traini) e altri episodi di violenza fascista in Polonia, Francia, Spagna, Germania, Grecia e paesi scandinavi.

L’impunità genera violenza 

Si sostiene che l’impunità di cui godono le organizzazioni di estrema destra in alcuni Stati membri è una delle ragioni che spiega l’aumento delle azioni violente, che colpiscono la società nel suo complesso e si rivolgono a particolari minoranze come gli europei e le persone di origine africana, gli ebrei, i musulmani, i rom, i cittadini di paesi terzi, le persone Lgbti e le persone con disabilità.

Porre fine alla collusione con i neofascisti e vietare tutte le organizzazioni che esaltano il fascismo

In reazione alle notizie stampa su possibili collusioni tra leader politici, partiti e forze dell’ordine con neofascisti e neonazisti in alcuni Stati membri, la Plenaria invita i Paesi UE a condannare e sanzionare i crimini motivati dall’odio e i discorsi di odio da parte di politici e funzionari pubblici, in quanto normalizzano e rafforzano direttamente l’odio e la violenza.

Sono inoltre giudicate necessarie misure per contrastare la diffusione del razzismo, del fascismo e della xenofobia su Internet, in collaborazione con le aziende di social media. I deputati propongono di istituire unità anti-odio nelle forze di polizia per garantire che questi crimini siano investigati e perseguiti. Esortano inoltre le autorità nazionali a vietare la formazione di gruppi neofascisti e neonazisti e qualsiasi altra associazione che glorifica il nazismo e il fascismo.

Il Parlamento Europeo chiede ai Paesi dell’Ue di interdire i gruppi neofascisti e neonazisti

 Foto: AFP

 (foto Afp) 

Fermare il razzismo nello sport

La risoluzione chiede agli Stati membri e alle federazioni sportive nazionali, in particolare alle società calcistiche, di contrastare il flagello del razzismo, del fascismo e della xenofobia negli stadi e nella cultura sportiva punendo i responsabili e promuovendo attività educative positive rivolte ai giovani tifosi, in collaborazione con le scuole e le organizzazioni della società civile. I paesi dell’UE dovrebbero infine istituire “programmi di uscita” per aiutare i singoli individui a lasciare i gruppi neofascisti e neonazisti. 

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it




Link ufficiale: https://www.agi.it/estero/rss

Autore dell'articolo: admin