Il noir alla ricerca del conflitto perduto



Un tempo la chiamavano la «Ruhr di Francia», per mezzo secolo capitale dell’industria siderurgica. Nella Lorena che Dominique Manotti racconta in Vite bruciate (Sellerio, pp. 296, euro14) di quel passato fatto anche di lotte sociali e di una comunità solidale resta però ben poco. A metà degli anni Novanta, quando si svolge il romanzo, le vecchie imprese si sono ormai trasformate in «fabbriche-bidone», tirate su solo per incassare i finanziamenti pubblici e chiudere subito dopo, mentre i colossi industriali asiatici … Continua


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