Il modello Zedda che può cambiare il futuro del Pd


Il modello Zedda che può cambiare il futuro del Pd



Dai primi exit poll del voto in Sardegna emerge il risultato del sindaco di Cagliari Massimo Zedda che va molto oltre al risultato del Pd, sulla scia di quanto accaduto a Giovanni Legnini in Abruzzo (ottenne il 33% a fronte di un 11% per i dem). La coalizione di Zedda è formata da un largo schieramento che comprende oltre i dem e Sardegna in comune (vicina a Pizzarotti), anche Campo progressista e Leu. Uno schieramento che ricalca il ‘modello Lazio’ e che Nicola Zingaretti considera vincente.

Non è un caso che proprio nel giorno del voto in Sardegna il governatore della regione abbia lanciato la candidatura di Giuliano Pisapia come capolista alle Europee. Il risultato della Sardegna – spiega un esponente di primo piano del Pd che punta su Zingaretti – è la conferma che la strada giusta per la ricostruzione è quella della strategia dell’allargamento, dell’inclusione, della capacità di aprire le porte alle liste civiche.

Il modello Zedda

“Dalla Sardegna arriva una svolta politica, un segnale importante”, la lettura che viene fornita, Zedda ricalca proprio il modello del futuro del centrosinistra: l’unità delle forze democratiche per sfidare l’onda gialloverde. “Si denota – sottolinea il dem Ricci – un grande recupero di Massimo Zedda e il crollo verticale dei 5 stelle”.

A una settimana dall’esito delle primarie la performance di Zedda viene interpretata all’interno del partito del Nazareno come un segnale della ripartenza. “Spero che al prossimo segretario non capiti cio’ che e’ accaduto a me”, ha detto questa sera Renzi a La7. Una parte dei renziani (tra questi l’ex ministro Boschi) si è schierata con Giachetti; un’altra parte – da Lotti a Marcucci – con Martina.

I sostenitori di Zingaretti sono convinti che il governatore superi l’asticella del 50% dei consensi. “Io penso che da lunedì 4 marzo deve nascere il comitato nazionale per la lista aperta delle europee. Il Pd deve seguire l’aspirazione del Manifesto ‘Siamo Europei’ e far nascere subito un comitato nazionale aperto a figure della società italiana per preparare candidature, proposte e percorso nel paese”, ha osservato Martina. 

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Autore dell'articolo: admin