Il mistero della balena spiaggiata nella foresta amazzonica


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La carcassa di una giovane megattera, morta da alcuni giorni, è stata trovata venerdì scorso spiaggiata sull’isola di Marajò, nel delta del Rio delle Amazzoni, lontana migliaia di chilometri dalle acque dell’Antartico, dove tali animali migrano in questo periodo dell’anno. I biologi marini hanno effettuato la scoperta seguendo un gruppo di avvoltoi che volava in circolo sopra il cadavere, lungo oltre otto metri, che potrebbe essere stato trasportato lontano dal mare da una tempesta. 

“Immaginiamo che l’animale stesse galleggiando e poi sia stato trasportato dalla marea tra le mangrovie”, ha spiegato ai media brasiliani Renata Emin, la presidente dell’istituto Bicho D’Agua, “la domanda è: che stava facendo una megattera a febbraio vicino alla costa settentrionale del Brasile?”.

L’area dell’Oceano Atlantico prossima al Brasile è infatti abitata da decine di migliaia di megattere ma in questo periodo dell’anno, quando nell’emisfero meridionale è estate, i cetacei si spostano verso il Polo Sud per nutrirsi, per poi tornare a Nord durante la stagione degli amori.

I biologi in questi giorni hanno esaminato la carcassa approfittando della bassa marea, estraendone campioni da utilizzare per la necropsia, essendo il cadavere troppo grande per essere trasportato, sebbene si tratti di un esemplare lungo la metà di un adulto. Non è escluso si tratti di un piccolo separatosi dalla madre per ragioni da chiarire, ha spiegato Emin.

Il compito dei biologi sarà ora chiarire le cause della morte dell’animale. “Stiamo raccogliendo informazioni e identificando i segni sul corpo per capire se sia rimasto intrappolato o colpito da un’imbarcazione”, ha aggiunto Emin. I risultati della necropsia saranno disponibili tra una settimana.

Dopo essere state decimata dai balenieri nel diciannovesimo e nel ventesimo secolo, la popolazione di megattere è tornata a crescere nel corso degli ultimi decenni, dopo che la caccia è stata abolita in Sudamerica e in Antartico nel 1994. L’aumento dei capi ha però reso un’evenienza più frequente che gli animali restino intrappolati nelle reti da pesca o colpite nelle imbarcazioni. Secondo l’International Whaling Commission, ogni anno 300.000 cetacei, dai delfini alle balene, periscono intrappolate nelle reti da pesca e altri 1.200 muoiono in una collisione con le navi.

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Autore dell'articolo: admin