il M5S blocca subito il testo in Cdm


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La maggiore autonomia regionale chiesta da Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna continua a non convincere il Movimento 5 Stelle, nonostante le rassicurazioni di Matteo Salvini. “Inutile immaginare un Nord leghista schierato contro un Sud pentastellato”, fa sapere il vicepremier leader del Carroccio, eppure il partito guidato dall’altro vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, teme che dando ulteriori autonomie alle regioni del Nord, quelli del Sud diventerebbero cittadini di serie B, andando ad allargare quel divario che già storicamente esiste.

Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna chiedono sostanzialmente di poter gestire autonomamente ambiti quali la scuola, la sanità, il lavoro e la sicurezza, senza dimenticare le casse di risparmio. La trattativa è partita durante il governo Gentiloni ed è proseguita durante l’esecutivo Conte. Si è occupata della vicenda la ministra degli Affari Regionali, Erika Stefani, che ha portato ieri in consiglio dei ministri le tre bozze delle intese dopo l’ok del ministero dell’Economia. Il tema principale, ovviamente, riguarda le risorse finanziarie, che le regioni in questione vogliono incassare dalla “compartecipazione dell’Irpef” e “di altri tributi”. In un primo momento si era parlato sostanzialmente dei 9/10 dei tributi gestiti autonomamente, ma non si arriverà a tanto.

Ottimisti il governatore del Veneto Zaia e la ministra Stefani, mentre frena il governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini: “Un passo avanti, ma non certo quello conclusivo, per un’intesa che va ancora trovata”. A preoccupare maggiormente la Lega sono comunque le perplessità del Movimento 5 Stelle, con il presidente della Commissione Cultura, Luigi Gallo che ha dichiarato: “Tutta questa fretta e riservatezza nel definire una trasformazione epocale non ha alcun senso. Il dibattito sull’autonomia va reso pubblico e va parlamentarizzato”. Insomma, si teme che la Lega stia accelerando per arrivare prima possibile ad un testo che poi non sarà modificabile alle Camere, anche se Stefani ha promesso che il Parlamento sarà comunque coinvolto prima della firma definitiva sulle tre intese.

Autonomie: il dossier contrario del M5S

Contestualmente, i gruppi del M5S di Camera e Senato hanno già pronto un dossier che volge a dimostrare il perché delle loro perplessità sulle nuove autonomie, poiché prima delle intese dovranno essere definiti dei “Livelli essenziali delle prestazioni” (Lep) da garantire ai cittadini di tutte le regioni.




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Autore dell'articolo: admin