Il linguaggio perduto e ritrovato in periferia


«Nascono potenze e nobiltà, feroci, nei mucchi di tuguri, nei luoghi sconfinati dove credi che la città finisca, e dove invece ricomincia, nemica, ricomincia per migliaia di volte, con ponti e labirinti, cantieri e sterri, dietro mareggiate di grattacieli, che coprono interi orizzonti». Tra i versi raccolti da Pier Paolo Pasolini in La religione del mio tempo (Garzanti, 1961) la periferia è, come nell’intera opera del poeta di Casarsa, a un tempo «nobile» e «feroce», orizzonte in divenire e luogo … Continua

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