Il difficile cammino della legge sulle autonomie


Il difficile cammino della legge sulle autonomie



Un possibile passaggio nelle Commissioni parlamentari per permettere alle forze politiche di discutere del tema in maniera approfondita; una risoluzione della maggioranza che impegni il governo affinché si rispetti il patto di solidarietà tra nord e Sud, affinché non ci siano cittadini di serie A e serie B, affinché si applichino i principi dei costi standard sia nella sanità che negli altri campi; una informativa in Parlamento proprio del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in modo che sia l’esecutivo nella sua massima espressione a metterci la faccia.

La Lega studia le mosse per evitare che il dossier dell’autonomia finisca nella palude. Queste le ipotesi sul tavolo. L’iter potrebbe comunque non avere tempi brevissimi. La consapevolezza nella maggioranza è che tutti i nodi possano sciogliersi solo dopo le Europee ma intanto la Lega proseguirà – e il presidente del Consiglio se ne è fatto garante – il dialogo con il Movimento 5 stelle che in queste settimane ha frenato sul processo.

La frenata è sulle competenze di alcuni ministeri, il timore dei pentastellati è sempre lo stesso – lo ha spiegato anche il responsabile della Sanità, Giulia Grillo, ieri in un’intervista -, ovvero che si creino ulteriori divisioni tra Settentrione e Meridione. Molti parlamentari veneti e lombardi non nascondono il proprio malessere per quelle che vengono interpretate come eccessive cautele da parte dell’alleato di governo. Come un tentativo di frenare la Lega. Ma Matteo Salvini continua a rassicurare i malpancisti. Sia sul proseguo della legislatura, sia sul sì all’autonomia.

“L’autonomia è un motivo d’orgoglio”

“Il semaforo verde ci sarà sicuramente entro l’anno”, la convinzione del vicepremier leghista, “l’autonomia è un motivo d’orgoglio. Nel senso che – osserva il segretario del partito di via Bellerio – prima sono partiti solo Veneto e Lombardia e adesso tante altre regioni stanno facendo la stessa richiesta. Vogliamo fare le cose fatte bene, sarà un passaggio storico e la presenza della Lega al governo è garanzia che l’autonomia ci sarà”. Ed ancora: “Visto che in tanti si stanno rendendo conto che fa bene non solo al Nord ma a tutta Italia vogliamo studiare bene ogni competenza ed euro speso”.

Il governatore veneto Luca Zaia ha accolto favorevolmente le parole del segretario mentre anche il presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha rimarcato come l’Autonomia differenziata di Emilia Romagna, Lombardia e Veneto sia “una questione sulla quale si sta lavorando”. Il timore di diversi ‘big’ del Carroccio però è legato all’altro ramo del Parlamento. In ogni caso prima delle Europee l’unico passaggio in Consiglio dei ministri che viene ipotizzato nella maggioranza riguarda il decreto ‘sblocca-cantieri’. Sull’Autonomia, così come sulla Tav e sugli altri dossier (dall’acqua pubblica al taglio agli stipendi dei parlamentari) si attenderà qualche mese. Con Salvini che però punta ad ottenere il via libera del Parlamento entro marzo alla legittima difesa. Il ministro dell’Interno oggi ha fatto visita ieri ad Angelo Peveri, l’imprenditore piacentino condannato a quattro anni e mezzo di detenzione per il tentato omicidio di un ladro di nazionalità rumena. 

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Autore dell'articolo: admin