Il decreto su Genova è finito in una rissa tra Pd e M5s 


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Maria Laura Antonelli / AGF 


 Danilo Toninelli




Il voto finale in notturna alla Camera sul decreto Genova sigilla ben due sedute fiume e uno scontro frontale tra Pd e Movimento 5 stelle sul condono edilizio a Ischia.

Ma non è l’unico motivo di tensione: anche le norme relative alla gestione dei fanghi di depurazione sono al centro della protesta delle opposizioni, che in Aula sono intervenute a raffica per bloccare le nuove misure.

La Lega, invece, si tiene defilata dallo scontro e, fatta eccezione per alcuni amministratori locali, non interviene nel botta e risposta tra Pd e M5s.

Lo scontro tra Pd e M5s

Del resto, ricordano fonti del partito di via Bellerio, la Lega era disponibile ad aprire ad alcune modifiche chieste dai dem. Dopo una nuova mattinata di proteste in Aula, con il Pd che interviene a raffica su ogni emendamento rallentando ulteriormente l’esame del provvedimento, la Conferenza dei capigruppo decide per i lavori a oltranza fino all’approvazione del decreto.

Governo e maggioranza pentastellata attaccano, ma anche il governatore ligure Giovanni Toti e il commissario Bucci puntano il dito contro i dem: “La decisione del Pd di fare ostruzionismo su un provvedimento cosi’ importante è uno schiaffo alla città di Genova”, tuona il ministro Riccardo Fraccaro.

L’affondo (a vuoto) di Toninelli

E il collega di governo, Danilo Toninelli, rincara la dose: “Con un ostruzionismo ipocrita Pd e FI stanno bloccando fondi per Genova, risorse in più che il decreto stanzia in favore di sfollati, imprese, lavoratori, logistica. Lottiamo contro chi non vuole il bene della città”, spiega includendo nelle critiche anche Forza Italia, che replica stizzita: “Noi da Toninelli ci aspettiamo qualunque cosa, ma siccome il ministro da due giorni non si è degnato di stare in aula un minuto, non è mai venuto a seguire il provvedimento, noi lezioni dal ministro non ne accettiamo”, scandisce la capogruppo Mariastella Gelmini, che smentisce il titolare dei Trasporti: “Non abbiamo mai fatto ostruzionismo. Pretendiamo che il ministro Toninelli si scusi e impari a fare questo mestiere”.

Toninelli correggerà poi il tiro. Per Toti l’ostruzionismo “è intollerabile”.

Le accuse del Pd a Di Maio

Ma il Pd, compatto nel portare avanti la battaglia, restituisce al mittente le accuse e contrattacca: “Il governo ha scelto di inserire un condono edilizio nel collegio elettorale di Luigi Di Maio”, spiega il capogruppo dem alla Camera, Graziano Delrio. “Che si chieda al Partito Democratico di non fare opposizione ci pare incredibile. Noi non vogliamo che questo condono passi”.

E se governo e maggioranza eliminano la norma ‘incriminata’, ovvero l’articolo 25 del decreto, i dem si dicono pronti a votare subito il provvedimento. “L’Italia è flagellata dal maltempo e questi votano un condono nascondendolo dietro il dramma di Genova: squallore puro!”, è l’affondo dell’ex premier Matteo Renzi.

Altro tema di duro scontro è la norma sullo smaltimento dei fanghi: come nel caso delle norme sul condono edilizio, contestate dal Pd, ma anche da FI, FdI e Leu, anche in questo caso le opposizioni unite mettono in guardia il governo: “E’ una porcata”, è una norma “marchetta a qualche azienda”, “è vergognosa, mette a rischio la salute dei cittadini”, sono alcune delle frasi pronunciate in Aula.

Il governo nega e anzi rilancia: “E’ una norma necessaria, rimediamo a un danno fatto dai governi precedenti”, spiega sempre Fraccaro. I pentastellati fanno quadrato e insistono nello smentire le opposizioni: nel decreto non c’è alcun condono, è la linea. “Continua la farsa del Pd”, afferma il sottosegretario Manlio Di Stefano. “Pd vergognoso, blocca rinascita per propaganda”, dice il deputato ligure dei 5 stelle Roberto Traversi. Nel decreto “ci sono più tutele e garanzie per il territorio di Ischia”, sottolinea il relatore Gianluca Rospi. 

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Autore dell'articolo: admin