Il contributo dell’Italia al dibattito sull’etica dell’Intelligenza artificiale


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David MacNew / Afp


L’uso dell’intelligenza artificiale nel riconoscimento facciale




Secondo l’Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale (AIxIA), per costruire l’etica delle tecnologie di domani serve una reale e migliore comprensione di cosa sia il benessere oggi, centrata sul cittadino prima che sui dati statistici. Sono queste le conclusioni raggiunte dall’organizzazione, composta da oltre mille ricercatori, studiosi e membri della società civile, che da mesi sta contribuendo alla stesura del Codice Etico europeo per le AI, la cui pubblicazione è attesa a marzo.

Tra le raccomandazioni espresse da AIxIA, soprattutto quella di porre particolare attenzione allo sviluppo di una capacità di analisi “del momento storico che l’umanità sta vivendo, adottando una visione non tradizionale che preveda un utilizzo ciclico delle risorse naturali e un nuovo concetto di crescita intesa come aumento del benessere e non del Pil”, ha spiegato Piero Poccianti, presidente dell’associazione.

Crisi delle democrazie, crescita iniqua, recessione economica ed ecologica: sono questi i quattro pilastri sui quali l’AIxIA ha fondato il proprio contributo al dibattito europeo. Perché se le intelligenze artificiali fanno un utilizzo massivo di dati per auto-istruirsi, la qualità del risultato dipenderà principalmente da quale sarà lo scopo di simili tecnologie.

“L’Intelligenza Artificiale è uno strumento molto potente (o, per essere più precisi, un insieme di strumenti potentissimi) e molti di noi credono che trasformerà la nostra società in modo profondo”, si legge nelle considerazioni dell’associazione, che prosegue: “È molto probabile che l’IA contribuirà a realizzare i nostri desideri. Per questo è indispensabile che questi siano i migliori possibili, per prevenirne i potenziali effetti distopici”.

Ragione per cui si raccomanda che nel futuro le reti neurali vengano impiegate nel pieno interesse dell’uomo in quanto tale, e dell’ecosistema in cui vive. In particolare, si fa riferimento alla necessità di superare il Prodotto interno lordo quale indice del benessere di un Paese: “Molti ricercatori di diverse discipline sostengono che dobbiamo cambiare il nostro sistema economico e il nostro rapporto con l’ambiente. Per esempio, la crescita del PIL non può essere l’unico indice di successo per un paese. Oggi, la maggior parte dei paesi del mondo ha fiducia nell’economia di mercato. In questo tipo di economia, il profitto e il Pil sono i principali indicatori di benessere, mentre i costi di produzione sono l’unica unità di misura dei costi. Misureremo il bene e il male dell’IA usando lo stesso sistema di riferimento?”, si chiedono gli esperti.

Un interessante strumento di misurazione del benessere è quello fornito dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse). Grazie a una mappa interattiva e a una raccolta completa di dati (salute, reddito, senso di comunità, quantità di lavoro disponibile, sicurezza, accesso ai servizi etc.) è possibile misurare il benessere di un territorio e confrontarlo con altri nel mondo. La piattaforma consente anche di personalizzare le proprie priorità, realizzando un misuratore personale e soggettivo del benessere.

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L’analisi prende le mosse dalla sempre più ampia forbice di benessere tra l’1 per cento più ricco del mondo e tutti gli altri, come ha recentemente dimostrato un rapporto di Credit Suisse. Per questo, gli esperti italiani chiedono che nel futuro le intelligenze artificiali vengano adoperate per “migliorare il modo in cui misuriamo il benessere” e per “ottimizzare la produzione, cercando di ridurre – se non eliminare – il nostro impatto sull’ambiente”. 

La necessità che emerge dal documento è quella di iniziare a considerare il mondo in cui viviamo “più come un’astronave”: sistema chiuso per il quale è necessario ripensare al consumo ambientale in modo ciclico e al benessere come crescita della qualità della vita e non delle spese.

Oltre al contributo per le Linee guida europee, AixIA sta anche organizzando, a Milano (12 aprile, Palazzo Mezzanotte), il primo convegno accademico italiano esclusivamente dedicato al tema, in occasione dei trent’anni dell’organizzazione. Obiettivo della giornata di talk, spiegano gli organizzatori, sarà di “favorire la creazione in Italia di un tessuto connettivo volto a trasferire la ricerca di base e applicativa nell’ambito dell’AI alle imprese, per supportarne lo sviluppo e la crescita nel Paese”.

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Autore dell'articolo: admin