Il commissario alla Tav vuole denunciare il governo perché non gli risponde alle mail


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La settimana prossima il commissario governativo per la Torino-Lione, Paolo Foietta, invierà al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e renderà pubblici, i risultati di uno studio tecnico redatto da alcuni esperti con dati aggiornati sulla realizzazione della linea ad alta capacità; ma, a quanto apprende l’Agi, potrebbe anche decidere di denunciare il premier Conte e il ministro Toninelli per omissione di atti d’ufficio a causa delle mancate risposte alle “reiterate mail pec” con cui, negli ultimi mesi, ha chiesto un confronto sui temi di sua competenza.

“Sono stato nominato dal Presidente della Repubblica per ricevere indirizzi dal presidente del Consiglio e dal Ministro delle Infrastrutture, ai quali rispondo direttamente”, spiega Foietta all’Agi a margine di un dibattito sulle infrastrutture interno al convegno “Passaggio a Nord Ovest”, organizzato a Verbania dalle liste civiche di centrosinistra di Lombardia, Piemonte e Liguria.

“Li chiamerò a rispondere anche dal punto di vista formale – aggiunge – per questa mancanza di confronto. Sono pagato dallo Stato italiano per fare un lavoro che mi viene impedito di fare, e in assenza di nuovi indirizzi continuo a procedere in base a quelli che ho ricevuto dal precedente Governo. Mi trovo in una situazione paradossale, che è difficile spiegare ai francesi…”. Sempre a quanto apprende l’Agi, Foietta sta anche pensando di scrivere a Mattarella per chiedergli di intervenire.

“In attesa di una convocazione dal Mit – conclude – andrò in giro in tutte le sedi a dire alla gente quello che il Governo non vuole che gli riferisca direttamente”. Cioè, che la Torino-Lione non si può fermare.

Dura la risposta del ministro competente:

“Toninelli non vuole sentire ciò che ho da raccontargli”

Perché, pur senza avere mai ricevuto una sua risposta, insisto tanto a voler comunicare con il ministro Toninelli, scrivendogli in continuazione mail via pec fino a rischiare di sembrare uno stalker? Credo che la ragione sia che non vuole sentire ciò che ho da raccontargli, e questa mancanza di riscontro e’ ai limiti della omissione degli atti d’ufficio. A questo punto lo racconto almeno a voi…” è stato l’esordio dell’intervento del commissario.

”La tratta attuale – spiega – è del tutto fuori mercato, quindi decidere di non realizzare la Tav significherebbe far passare tutte le merci solo su strada: oltre 3,5 milioni di mezzi pesanti, secondo i dati del giugno 2018, che invaderebbero le autostrade del Piemonte, molte delle quali sono vecchie e rischiano di non essere in grado di sostenere questo traffico”.

Un governo che ha scelto di chiamarsi fuori da un sistema internazionale nel quale il solo Marocco sta sviluppando 300 km di rete ferroviaria ad alta capacità, creando uno dei tre potenziali ”missing ring” (di cui uno tra Francia e Spagna, mentre l’altro è il terzo valico) nella rete europea che collega Budapest ad Algeciras, insiste Foietta, “indica un provincialismo assurdo, che dimostra che non si vuole capire che si deve ragionare a livello globale”. “A furia di dire no a tutti i progetti della pianura Padana – avverte – rischiamo che venga dato il via alla Budapest-Lione, con cui l’Italia sarà tagliata del tutto fuori dal corridoio europeo, e questo Governo sarà ricordato per il fallimento dell’Italia”. 

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Autore dell'articolo: admin