Il colore e l’arte possono aiutare a guarire? Ecco un esperimento con la fotografia


Molti ricorderanno vecchie fotografie di padiglioni ospedalieri di qualche decina di anni fa: il colore predominante era il bianco e non perch le pellicole dell’epoca erano solo in bianco e nero, ma proprio perch i camici dei medici, le divise delle infermiere, i pigiami degli ammalati, le lenzuola e le coperte, i letti di ferro verniciati, le pareti delle corsie e dei corridoi, erano tutti bianchi, mescolati semmai con un po’ di nero e di grigio, quello degli abiti delle suore, per esempio, che allora si prendevano tanta cura dei pazienti. Poi i colori hanno cominciato a farsi strada negli ospedali. Si sono intrufolati nei reparti di pediatria dove disegni multicolor alle pareti, magari di personaggi dei fumetti o delle favole, hanno assunto il compito di distrarre i bambini malati e rendere loro meno pauroso quell’ ambiente estraneo. 

Chirurghi in verde

Nel frattempo, i colori hanno conquistato sempre pi spazio, arrivando nelle stanze di degenza di altri reparti, dove le pareti hanno assunto tinte pastello o, adesso, anche colorazioni pi forti, secondo quanto stanno suggerendo gli esperti del settore. Negli anni sono approdati anche nelle sale operatorie dove pareti, teli e divise dei chirurghi sono verdi: un colore pi “riposante” che non riflette la luce a differenza del bianco. E hanno anche trovato una nuova funzione: negli ospedali certi percorsi verso ambulatori o reparti di degenza sono tracciati sul pavimento, con tinte diverse.  Ma il colore pu dare molto di pi a chi si trova in luoghi di cura, quando si trasforma in arte. Quella della fotografia per esempio. Pu contribuire all’umanizzazione delle cure di cui tanto si parla. Pu influire sulla psiche di un ammalato. Pu (forse) rappresentare esso stesso una cura 

La bellezza cura

quanto sta succedendo a Milano, all’Istituto Clinico Citt Studi (Iccs) che sta portando avanti un progetto, in collaborazione con il fotografo Alfonso Campiglio, che ha mutato le pareti di corridoi, uffici e camere di degenza in una “mostra permanente” di gigantografie colorate, raffiguranti ambienti naturali, ritratti in tutto il mondo, e coloratissime foto “macro” di fiori. La bellezza aiuta a guarire – ha commentato Alfonso Campiglio, autore delle fotografie in occasione di un incontro a Milano per la presentazione del progetto – come hanno dimostrato molte esperienze condotte nei Paesi del Nord Europa e del Canada. Ragiona allora Pasquale Ferrante, direttore scientifico dell’Iccs, e si chiede: un ambiente artistico e colorato pu influenzare le emozioni umane e indurre risposte fisiologiche ed essere di aiuto nella guarigione delle malattie? 

Il blu rilassa

Alcuni studi ci stanno dando qualche risposta – precisa Ferrante. – Per esempio si sa che certi colori hanno un’influenza sulle emozioni. Il blu rilassa. Il rosso e il giallo hanno, invece un effetto “risvegliante”. Ma il tema tutto da indagare. Ed per questo che l’Istituto Clinico Citt Studi annuncia la nascita di un “Osservatorio su arte e colore per l’umanizzazione delle strutture socio-sanitarie”, anche perch il progetto che prevede , appunto, l’esposizione di gigantografie naturalistiche, avviato all’ospedale, ha avuto un grande riscontro da parte dei pazienti e di chi ci lavora, medici, infermieri e personale amministrativo. Come testimonia la presidente del Municipio 3 Caterina Antola. 

Importanza della luce

Aggiunge allora Ferrante: Il compito primario di un ospedale certamente garantire ai pazienti prestazioni clinicamente e tecnologicamente elevate per l’inquadramento diagnostico, la cura e la riabilitazione delle malattie per le quali si rivolgono a noi. E il loro consenso lo si ottiene se l’offerta di servizi sanitari qualitativamente all’altezza. Ma l’attenzione verso l’ospitalit, spesso tralasciata in ambiente medico, rende la permanenza in questi luoghi meno negativa dal punto di vista psicologico. Ecco allora che la nostra ricerca su luce, forme e colori da introdurre nella progettazione e nell’arredo dell’ospedale continuer. 

Operatori sanitari

Sono d’accordissimo gli esperti. Per l’architetto Aldo Bottoli la bellezza generica degli ambienti forse non guarisce, ma avvertirne la cura certamente facilita il rapporto fra chi assiste e chi assistito. Mentre per lo psichiatra Michele Stuflesser non bisogna pensare solo agli spazi dei pazienti, ma anche a quelli riservati agli operatori che devono poter “staccare”, anche con gli occhi, quando si allontanano dalla sofferenza. E per Paola Pellicciari di Cittadinanzattiva dalla necessit dell’umanizzazione delle cure emerge sempre pi forte e chiara la necessit di “prendersi cura” anche dei luoghi che curano.

13 ottobre 2018 (modifica il 13 ottobre 2018 | 10:34)

© RIPRODUZIONE RISERVATA




Pagina ufficiale: http://xml2.corriereobjects.it/rss/salute.xml

Autore dell'articolo: admin