Il canto di protesta delle banlieue fra musica algerina e combat rock



Nella notte tra lunedì e martedì è morto nella sua abitazione di Parigi in seguito a un attacco cardiaco il cantautore franco algerino Rachid Taha. Aveva cinquantanove anni, deteneva i galloni di artista simbolo dell’orgoglio dei migranti e teneva un disco nuovo di zecca nel cassetto da pubblicare in primavera. «Algerino per sempre, francese ogni giorno»: così aveva definito se stesso in una calorosa intervista rilasciata dieci anni fa al periodico «Jeune Afrique». Engagé dai toni all’occorrenza militanti, Taha aveva … Continua


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