Il bretone anarchico che si annullava nella parola altrui



«Poeta senz’opera, eliminato dalla sua stessa poesia, suicida canto per canto, una gola strozzata da parole troppo esigenti». Così si definiva Armand Robin (1912-’61) nel ciclo di frammenti che appaiono in L’indesiderabile La falsa parola e altri scritti (pp. 152, € 18,00), pubblicato da Giometti & Antonello nell’ottima versione di Antonio Malinverno, pseudonimo adoperato dal compianto Danni Antonello, con l’eccezione delle tre Lettere indesiderabili, tradotte da Andrea Chersi. Si tratta di un’antologia di scritti di un autore «irregolare», eretico, confinato … Continua


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