Il Bangladesh al voto tra sparizioni e violenze


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Si vota in un clima di altissima tensione in Bangladesh per elezioni legislative, che dovrebbero dare al primo ministro Sheikh Hasina un quarto mandato. I seggi elettorali sono aperti da diverse ore e lo rimarranno fino alle 16:00 (quando in Italia saranno le 14:00). Il voto arriva al culmine di una campagna elettorale segnata da violenze e accuse di repressione contro migliaia di attivisti dell’opposizione.

Nelle prime ore di voto si sono già registrate violenze e cinque persone sono morte in scontri tra i sostenitori della premier Hasina e attivisti del partito nazionalista Bnp. Intanto una delle principali tv private, la Jamuna Tv, famosa per le sue posizioni indipendenti, è stata oscurata senza alcuna spiegazione. “Stiamo ancora trasmettendo, ma nessuno ci può vedere a causa del black-out”, ha spiegato Fahim Ahmed, il direttore. Salma Islam, che appartiene alla famiglia proprietaria del gruppo editoriale, è una candidata e si confronta con un uomo d’affari del partito al potere, la Awami League della premier.

L’esercito schierato ai seggi

Sono 104 i milioni di elettori che si stanno recando alle urne per rinnovare il Parlamento. In vista del voto, venerdì è stato dispiegato l’esercito in centinaia di distretti. Hasina Wazed è intenzionata a vincere il terzo mandato consecutivo (il quarto da quando è entrata in politica), contro l’81enne Kamal Hossain, l”architetto’ della costituzione bengalese, alla guida di una coalizione dell’opposizione che unisce il Bangladesh Nationalist Party (Bnp) e l’islamista Jamaat-e-Islami. Le elezioni rappresentano il ritorno dell’opposizione alla lotta politica attraverso le urne dopo che, nel 2014, i partiti di opposizioni, tra i quali il Bnp, avevano boicottato il voto. 

L’alto livello di violenza registrato durante la campagna elettorale – con morti e sparizioni forzate che secondo i gruppi per i diritti umani sono imputabili alle forze di sicurezza – ha sollevato forti timori nella comunità internazionale. Hossain ha puntato il dito contro Hasina, accusandola dell’involuzione anti-democratica del Paese e di aver attuato metodi repressivi per mettere a tacere l’opposizione.

L’eredità di un eroe dell’indipendenza

Per l’ex ministro della Giustizia, la 71enne ha tradito l’eredità del padre, Sheikh Mujibur Rahman, eroe dell’indipendenza. Uno scenario particolarmente “doloroso” per Hossain che del padre era amico e che aiutò la figlia a tornare in Bangladesh dopo il suo assassinio nel 1975 in un colpo di Stato militare. “È veramente tragico quello di cui siamo testimoni in questo 47esimo anno di indipendenza. Siamo vittime di qualcuno che non ha amore verso la democrazia”, ha affermato, puntando il dito contro una violenza sistematica nei confronti dell’opposizione e dei suoi sostenitori. 

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La premier del Bangladesh, Hasina Wazed

Anche gli osservatori internazionali hanno espresso allarme e timori per la campagna intimidatoria contro l’opposizione e la stampa, con Human Rights Watch che ha denunciato un “ambiente politico repressivo”. “Abbiamo avuto violenze nelle elezioni anche nel passato ma questa volta è sistematica e continua”, ha affermato Hossain, promettendo di restaurare la democrazia e le istituzioni bengalesi. Secondo Bnp e Jamaat-e-Islami, circa 13 mila dei loro sostenitori sono stati arrestati dall’8 novembre a oggi, 8 sono stati uccisi e contare il leader del Bnp, Khaleda Zia (arci-rivale di Hasina) è rinchiuso in carcere a scontare una condanna a 17 anni per corruzione, sentenza denunciata come “politicamente motivata” dal partito. Anche l’Awami League piange i suoi morti, con tre attivisti uccisi.

La preoccupazione di Onu e Usa

Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha lanciato un appello tramite il suo portavoce affinché il voto sia “libero da violenza, intimidazione e coercizione”. Anche l’ambasciatore americano a Dacca, Earl Miller, esprimendo preoccupazione per “l’alto livello di violenza nelle ultime due settimane” di cui hanno fatto le spese in particolare “i candidati dell’opposizione”, ha sottolineato che gli elettori devono essere in grado di esprimere la propria preferenza “senza vessazioni, intimidazioni o violenze”.

Dai sondaggi, Hasina è la favorita: non sembra avrà difficoltà a vincere e conquistare così il terzo mandato consecutivo dopo la vittoria plebiscitaria ottenuta nel 2008, cui è seguito nel 2014 un nuovo successo nelle elezioni, boicottate però dal Bnp. Forte di un tasso di crescita del 6,3% annuo da quando ha conquistato l’incarico, la leader dell’Awami League ha chiesto agli elettori di continuare a darle fiducia per completare il lavoro iniziato: “C’è ancora molto da fare e dipende dalle persone che ci voteranno”.

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Autore dell'articolo: admin