I tre scenari possibili per le elezioni di medio termine negli Usa


I tre scenari possibili per le elezioni di medio termine negli Usa

 (Afp)


 Donald Trump




Il 6 novembre le elezioni di medio termine decideranno i nuovi equilibri politici del Congresso, e bloccheranno o metteranno il vento in poppa all’agenda del presidente americano Donald Trump per i prossimi due anni. In palio ci sono l’intera Camera dei Rappresentanti e un terzo del Sanato, oggi entrambi sotto il controllo del partito repubblicano. Ecco cosa può succedere.

  • I Repubblicani mantengono il controllo di Camera e Senato

Per Trump sarebbe un trionfo. Direbbe, ancora una volta, di aver avuto ragione, a dispetto dei sondaggi che segnalando un’onda blu guidata da donne e minoranze. Il rischio di nuove inchieste da parte del Congresso, come quella sul Russiagate, sarebbe contenuto. L’agenda all’insegna dell’America First e contro gli immigrati avanzerebbe in modo più spedito, con i fondi per il muro al confine con il Messico, lo smantellamento dell’Obamacare e nuovi tagli alle tesse. Il Senato confermerebbe la nomina di altri giudici conservatori alla Corte Suprema (dove Trump ne ha già piazzati 2 su 9) e questo sarebbe il suo lascito più imponente visto che si tratta di incarichi a vita.

  • I Democratici riconquistano Camera e Senato

Uno scenario da incubo per Trump. Sarebbero i democratici a vigilare sul rispetto della Costituzione. Il Senato dem potrebbe inoltre portare alla nomina di giudici più moderati alla Corte Suprema. L’agenda dell’America First naufragherebbe nelle acque della Camera. Trump potrebbe trasformare il suo secondo biennio in una perenne campagna elettorale, accusando l’establishment di Washington di impedirgli di lavorare e riconquistando la presidenza nel 2020.

  • I Democratici vincono alla Camera e i Repubblicani mantengono il Senato

È lo scenario considerato più probabile. Ai democratici basterebbero 23 seggi per aggiudicarsi il controllo della Camera dei Rappresentanti, composta da 453 deputati. Il traguardo sembra a portata di mano, soprattutto grazie alle donne del partito dell’Asinello. L’ultimo sondaggio del Washington Post/George Mason University vede i liberal in testa in 69 distretti in bilico. Molti democratici rappresentano tuttavia circoscrizioni con posizioni non distanti da quelle di Trump, ad esempio sul commercio, uno dei temi sui quali potrebbe essere raggiunto un accordo bipartisan. Il test potrebbe essere rappresentato dall’approvazione del nuovo Nafta, l’accordo di libero scambio con Canada e Messico che Trump ha imposto di rinegoziare e che dovrà essere approvato dal Congresso presumibilmente il prossimo anno.

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Autore dell'articolo: admin