“I toni del Governo fanno salire lo spread”



Per il Presidente di Confindustria, l’Italia è “un Paese senza slancio” nel quale Governo e opposizioni non riescono a collaborare come dovrebbero sui temi di politica economica. Questo giudizio Boccia l’ha espresso davanti all’assemblea annuale dell’associazione, dove ha anche invitato l’Esecutivo a sposare la prudenza: “Con il linguaggio facciamo aumentare lo spread che è una delle tasse indirette che il paese paga, evidentemente calmierare il linguaggio calmiera non solo i toni in una logica di confronto con ma anche le percezioni del paese rispetto al mondo esterno“.

Per rimetterci a correre – ha detto Boccia – sarà utile liberarci dal peso di parole che inducono alla sfiducia, che evocano negatività, che peggiorano il clima“. “Le parole di chi Governa non sono mai neutre, influenzano le decisioni di investitori, imprenditori, famiglie e le parole che producono sfiducia sono contro l’interesse nazionale“.

All’orizzonte, per il Governo ed il Paese, c’è una manovra finanziaria molto complessa: “Se l’Italia volesse rispettare alla lettera le regole europee previste dal patto di stabilità e crescita dovrebbe fare una manovra strutturale per il 2020 da almeno 32 miliardi di euro: una manovra imponente con effetti recessivi. Dobbiamo dirci con franchezza che non ci sono scelte semplici o indolori con la prossima legge di bilancio. Occorre smettere di dividersi su promesse che non si possono mantenere e concentrarci tutti sulle cose da fare, che sono tante e impegnative“.

Boccia ha parlato anche di Tav e di grandi opere, ricevendo un applauso convinto da parte di chi sedeva in platea: “Ci siamo riuniti per ribadire ad alta voce tre sì: alla Tav, alle infrastrutture e alla crescita“, e poi ha aggiunto: “perché un Paese che non si collega alle grandi reti infrastrutturali europee e mondiali ipoteca il suo futuro e condanna i suoi cittadini all’isolamento“.


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Autore dell'articolo: admin