i problemi dell’Italia non faranno che crescere


juncker da fazio



“Il governo italiano cerca di prendere provvedimenti che permettano, crede il governo, all’Italia di riprendere a crescere. Voglio crederci ma non ne sono certo. Bisognerà dunque che siano applicati strumenti che permettano all’Italia di riavviarsi”. Lo ha detto Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, intervistato a ‘Che Tempo Che Fa’ su Rai1. 

A proposito di una valutazione da parte della Commissione degli indicatori economici italiani, Juncker ha detto “con i nostri amici italiani avevamo un contenzioso, nel corso degli ultimi mesi relativo al livello della crescita italiana. I livelli annunciati dall’Italia si sono rivelati imprecisi e noi l’avevamo previsto, tutti noi, è un consenso generale: riteniamo che la crescita arriverà solo allo 0,2%, cioè a zero, è una sorta di stagnazione; ciò farà sì che i problemi dell’Italia non faranno che crescere”. 

“Bene la via della Seta ma evitare accordi individuali”

Dire che l’Italia costituisce, con i suoi conti pubblici, un rischio per i mercati mondiali, “è un’esagerazione, anche se i livelli di debito pubblico sono alti, tra i più alti al mondo, e bisognerà correggerli”, ha proseguito il presidente della Commissione europea, “non mi piacciono i discorsi profetici penso che l’Italia conosca i suoi problemi. La crescita èp in ritardo rispetto ad altri Paesi, l’Italia torni a scoprire gli strumenti per rilanciarsi”. Juncker domani sarà a Roma,dove incontrerà tra gli altri il presidente della Repubblica Mattarella, l’ex presidente Napolitano, e il capo del governo Conte: “Parleremo di tutti gli argomenti all’ordine del giorno europeo”.

A proposito della via della Seta, Juncker si è detto “favorevole”: “Si tratta di un progetto assai ampio che permette all’Asia e all’Europa di cadere l’una nelle braccia dell’altra; si tratta di un bel progetto, un progetto che avvicina gli asiatici agli europei. Ciò che non mi piace tanto è che i Paesi europei, singolarmente, sottoscrivano contratti individuali con la Cina. Ma in quello che l’Italia ha fatto con la Cina non vedo alcun pericolo grave”.

Alla domanda poi se Francia e Germania abbiano, a suo giudizio, un peso decisionale eccessivo sulle scelte europee, Juncker ha detto chiaramente che “senza l’Italia, la Germania e la Francia non esisterebbero. Ho sempre pensato che senza il motore franco-tedesco, che ogni tanto tossisce, l’Europa non possa costituirsi” ma al tempo stesso “se la Germania e la Francia si ritenessero capaci di costruire l’Europa da sole, ebbene non funzionerebbe, ci vogliono anche le mani piccole, e le mani degli italiani sono assai grandi”. 

“Con Londra abbiamo avuto moltissima pazienza”

Capitolo Brexit. “Con i nostri amici britannici abbiamo avuto moltissima pazienza, ma anche la pazienza si esaurisce, arriva alla fine. Vorrei che entro qualche ora, entro qualche giorno, la Gran Bretagna giungesse a un accordo sulla via da seguire. Fino ad oggi sappiamo ciò a cui il parlamento britannico dice di no, ma non sappiamo ciò a cui dice di sì”, dice Juncker, “l’altro giorno, in un momento debole della mia biografia, ho detto che se avessimo fatto il confronto tra la sfinge e la Gran Bretagna, la sfinge ci sarebbe apparsa come un libro aperto, mentre vorrei che il libro aperto ci parlasse davvero”.

E circa l’ipotesi di un secondo referendum?, Juncker ha detto che “è cosa che riguarda esclusivamente i britannici. Una loro decisione, non spetta a noi dar lezioni ai britannici in merito alla via che intendono seguire. I britannici devono decidere quali strumenti utilizzeranno per giungere alla fine di questo processo”.

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