I primi sorprendenti risultati dei test sulle scimmie transgeniche 


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Afp/Xhinua




Un gruppo di scienziati cinesi ha inserito geni umani nel cervello delle scimmie e l’esperimento sembra aver reso i primati più intelligenti: gli animali hanno ottenuto migliori risultati in un test di memoria a breve termine e hanno avuto tempi di reazione più brevi rispetto alle scimmie normali. È quanto illustra un articolo sulla ricerca, pubblicato sul National Science Review, una rivista pubblicata a Pechino. Ma l’esperimento ha suscitato molti dubbi sul piano etico.     

Il ricercatore cinese Bing Su ha inserito il gene Mcph1, ritenuto importante nella funzione di sviluppo e evoluzione cerebrale, nel cervello di undici macachi rhesus; e in tal modo ha creato scimmie transgeniche. E ora difende il suo esperimento che avrebbe, tra i suoi obiettivi, quello di trovare nuovi strumenti di indagine per conoscere i cambiamenti del cervello e indagare fenomeni come l’autismo.

 

 Afp/ JIN LIWANG / XINHUA

 

“Non credo che le scimmiette cominceranno a parlare, ma di certo modificheranno i loro comportamenti”, ha spiegato il dottor Su. L’esperimento, portato avanti da diverse università e diretto dall’Istituto di Zoologia di Kunming ha scatenato polemiche e diviso il mondo scientifico.      

Il dottor Su ha respinto tutte le critiche, spiegando di aver seguito tutti i protocolli etico-scientifici e di essersi attenuto agli standard internazionali riguardo gli esperimenti sugli animali. L’analisi dei comportamenti delle scimmiette transgeniche ha messo in evidenza l’affiorare di tratti più ‘umani’, come una migliore memoria breve e una maggiore reattività agli stimoli. Il cervello, inoltre, ha mostrato segnali di sviluppo più simili a quelli umani.      

In altri centri, a Shanghai e Guangzhou, scienziati hanno creato scimmiette ‘progettate’ per mostrare segni di Parkinson, distrofia muscolare e autismo. Non tutti, nel mondo scientifico, sono entusiasti. “Nell’immaginario popolare si va immediatamente al Pianeta delle Scimmie”, ha reagito Jacqueline Glover, specialista in bioetica alla University of Colorado. James Sikela, genetista dell’Università del Colorado, ha parlato di “strada molto pericolosa”. “Umanizzare gli animali – ha spiegato – vuol dire fare loro del male. Dove vorrebbero vivere, poi? E in che modo?”. Il ricercatore cinese non è d’accordo: “Studiare l’evoluzione del cervello è un tema fondamentale. Noi continueremo i nostri esperimenti”. 

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