I pescatori francesi e inglesi hanno trovato un accordo per la pesca delle capesante


I pescatori francesi e inglesi hanno trovato un accordo per la pesca delle capesante

 Afp


 Capesante



È finita con un accordo sul calendario di pesca la ‘battaglia navale’ tra imbarcazioni inglesi e francesi per le coquille saint-jaques (nome francese delle capesante), riesplosa alla fine di agosto dopo alcuni anni di tregua nel Canale della Manica, al largo della Normandia. I pescatori britannici hanno accettato di lasciare la zona est del Canale e di non farvi ritorno fino al primo novembre, ha riferito Pascal Coquet, presidente del comitato francese per la pesca delle capesante, per preservare la preziosa risorsa ittica.

I pescatori francesi e inglesi hanno trovato un accordo per la pesca delle capesante

 Afp

 Pesca Normandia

Mentre per legge infatti i pescatori della Normandia possono pescare solo tra il primo ottobre e il 15 maggio, gli inglesi non hanno alcun tipo di restrizione ma in questo caso hanno deciso di venire incontro alle richieste dei vicini d’Oltremanica. L’intesa è valida solo per le imbarcazioni di lunghezza superiore ai 15 metri. Inoltre i francesi hanno accettato di cedere una quota aggiuntiva di pesca da loro non utilizzata.

Il 27 agosto in segno di protesta per il presunto saccheggio delle capesante nella Baia di Senna, un tratto del mare britannico a 12 miglia nautiche al largo delle coste normanne, 35 barche francesi hanno messo in fuga 5 imbarcazioni britanniche, protagoniste di una battaglia navale con tanto di lancio di pietre e fumogeni. 

I pescatori francesi e inglesi hanno trovato un accordo per la pesca delle capesante

 Afp

 Dimitri Rogoff

Sono 15 anni che la pesca delle capesante provoca tensioni nella Manica, ma negli ultimi 5 sono stati trovati accordi tra le parti. Quest’anno, però, le ostilità si sono aggravate e i francesi hanno rifiutato l’intesa con i vicini. “Per i britannici, è un open bar: pescano quando, dove e quanto vogliono”, ha accusato a fine agosto Dimitri Rogoff, il capo dei pescatori della Normandia. “Non vogliamo impedire loro di pescare ma potrebbero almeno aspettare il primo ottobre in modo che possiamo condividere”. La situazione è destinata comunque a cambiare nel futuro, dopo la Brexit: “Dopo il 29 marzo 2019 saranno trattati come una terza parte e non avranno più accesso a queste aree”, ha sottolineato.

Se avete correzioni, suggerimenti o commenti scrivete a dir@agi.it




Link ufficiale: https://www.agi.it/estero/rss

Autore dell'articolo: admin