“I parlamentari non guadagnano troppo”


Luigi Zanda, dopo un paio di mesi di polemiche, ha deciso di ritirare ufficialmente la sua proposta di legge. Parliamo del contestatissimo Ddl presentato lo scorso 27 febbraio, con il quale Zanda avrebbe voluto equiparare il trattamento economico dei parlamentari italiani a quello dei parlamentari europei. Una proposta che, secondo i 5 Stelle, avrebbe visto accrescere i guadagni di chi siede nei due rami del Parlamento in considerazione delle varie indennità di servizio di cui i nostri parlamentari godono e avrebbero goduto.

Su questa proposta i 5 Stelle hanno duramente attaccato il Partito Democratico, tirando anche in ballo Zingaretti che un paio di mesi fa si era affrettato a censurare la proposta del suo tesoriere definendola una sua “iniziativa personale“. Ieri I 5 Stelle hanno rilanciato l’argomento, facendo notare che il disegno di legge non era ancora stato ritirato.

Oggi Luigi Zanda è finalmente passato all’azione ed ha spiegato di averlo fatto “per tutelare il PD“. Della questione ha parlato anche Nicola Zingaretti negli studi di Quarta Repubblica – in onda stasera alle 21:30 su Rete 4 – dove ha difeso l’iniziativa del suo tesoriere: “Visto che c’è una polemica sull’iniziativa del tesoriere, dico una cosa: se le indennità sono troppo basse, alla fine la politica la fanno solo i ricchi“.

Secondo Zingaretti, infatti, i parlamentari non guadagnano ‘troppo’, come sostengono molti italiani, ma anzi meritano questo trattamento economico, “specie quelli che lo fanno bene“. Per Zingaretti, in ogni caso, “non era previsto nessun aumento degli stipendi dei parlamentari, ma solo elementi di trasparenza e di passi in avanti per far decidere a un corpo terzo sullo stipendio dei parlamentari“.

Ieri lo stesso Zanda ha parlato della questione, annunciando il ritiro del Ddl e al tempo stesso rispondendo alle accuse dei 5 Stelle : “Mi ha molto sorpreso tutto questo clamore… Quello di Di Maio è un atto di rarissima arroganza. Non gli basta essere capo partito, vicepremier e guidare due dicasteri, vuole essere anche l’unico autorizzato a violare le regole del suo movimento, e a cambiare, come in questo caso, il vero in falso. Attualmente i senatori guadagnano al netto 11.134 euro, quelli europei, a cui il mio ddl equipara gli stipendi, 10.499. Si aggiunga che il fisco italiano è più severo di quello europeo. Lo ritirerò oggi pur considerandolo un’ottima soluzione, perché non voglio che il Pd debba subire due volte al giorno le manipolazioni politiche di Di Maio e dei suoi e perché voglio contribuire alla serietà di una campagna elettorale per l’Europa che considero molto importante“.

Zanda, inoltre, ha annunciato querela nei confronti di Di Maio: “La distorsione della verità non è tollerabile. Perciò ho dato mandato ai miei legali di citare in giudizio Di Maio perché risponda in sede civile ai danni che mi ha recato distorcendo il significato del mio ddl. Di Maio stia sereno: alla fine la giustizia italiana dirà chi ha ragione“.

I conti fatti da Zanda, però, non corrispondono a quelli del Movimento 5 Stelle, che ha rilanciato le accuse: “i fatti parlano chiaro: la proposta Pd intende equiparare gli stipendi dei parlamentari italiani a quelli degli eurodeputati. Il compenso mensile è di 8757 euro lordi (ovvero 6800 netti) a cui aggiungere 320 euro al giorno di diaria e 4500 euro per le spese generali. I parlamentari hanno anche diritto al rimborso di due terzi delle spese mediche e delle indennità di viaggio. Possono scegliere anche dei collaboratori personali, oltre ai dipendenti d’ufficio e per fare questo hanno a disposizione 24.526 euro al mese. Dopo quattro anni di busta paga d’oro, al termine del mandato ricevono, inoltre, 17.515 euro di indennità. Nel complesso, calcolando anche altri vantaggi, un parlamentare europeo guadagna tra i 16mila e i 19mila euro al mese“.

Sarebbe interessante conoscere i conti fatti da Zanda, che sicuramente ben conosce la composizione delle indennità dei parlamentari. In realtà, analizzando la sua proposta di legge, le entrate complessive dei parlamentari non si sarebbero affatto ridotte. O meglio: è vero che lo stipendio si sarebbe leggermente ridotto, senza però considerare anche i rimborsi legati alle presenze. È un dato di fatto che, con l’approvazione del Ddl Zanda, il parlamentare virtuoso avrebbe visto accrescere le proprie entrate (stipendio + rimborsi). Come direbbe Totò è la somma che fa il totale.


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Autore dell'articolo: admin