I migranti non sono una minaccia alla nostra salute


I migranti portano malattie. E sono responsabili del ritorno di problemi di cui ci eravamo dimenticati l’esistenza, dalla tubercolosi alla sifilide. Quanti italiani sono convinti che queste affermazioni siano vere e che gli immigrati siano una minaccia per la nostra salute? Tantissimi, eppure si sbagliano di grosso: lo dimostrano i dati discussi di recente durante un convegno sul tema che si svolto a Palermo, promosso dall’Associazione Medici Endocrinologi.

Impatto nullo sulla nostra salute

Gli arrivi sono in calo, non ci sono mai state epidemie di malattie pericolose connesse ai migranti eppure la realt percepita dai cittadini diversa da quella che emerge dall’analisi dei dati, come spiega Enzo Massimo Farinella, direttore della Struttura di Malattie Infettive all’Ospedale Cervello di Palermo: L’impatto del fenomeno migratorio sul nostro sistema sanitario ha dimostrato che non esiste alcuna emergenza sanitaria. Non esiste alcun pericolo di importazione di malattie infettive che possano rappresentare elemento di allarme sanitario: i dati epidemiologici dimostrano che i migranti non veicolano patologie che mettano a rischio i Paesi che li accolgono. Al contrario la difficolt a offrire modalit adeguate di accoglienza e integrazione un fattore di rischio per la salute dei migranti, costretti a vivere in condizioni di precariet e promiscuit ambientale. In soldoni, sono loro che si ammalano quando arrivano: per le condizioni di scarsa igiene in cui vivono durante il viaggio e anche dopo, vanno incontro spesso a pediculosi, parassitosi, problemi cutanei. Nonostante vengano da Paesi dove sono endemiche malattie poco frequenti da noi, essendo per lo pi sani non ne sono vettori: i migranti sono per lo pi persone fra i 15 e i 40 anni, abbastanza in salute da poter sostenere il viaggio. Inoltre tutti, appena arrivano, sono sottoposti a visite mediche e se si sospettano patologie trasmissibili si attiva un percorso dedicato tramite i reparti di malattie infettive del territorio, puntualizza Farinella.

Dati tranquillizzanti (per noi)

I dati presentati al convegno dall’Associazione Naga Onlus (https://naga.it/) parlano chiaro: sono i migranti a essere in difficolt, nonostante il Testo Unico sull’Immigrazione preveda che le cure ambulatoriali e ospedaliere urgenti o essenziali siano assicurate anche per chi un irregolare grazie al rilascio del codice STP (Straniero Temporaneamente Presente). Dalla nostra banca dati – riferisce il medico volontario di Naga Anna Spada – emerge che il 10 per cento dei pazienti che arrivano da noi ha bisogno di un intervento ospedaliero. Se non fossero venuti da Naga, quindi, avrebbero continuato a gestire in maniera inappropriata le proprie patologie, fino al ricovero in Pronto Soccorso per il loro prevedibile aggravarsi. Fra i pazienti senza fissa dimora, passati dal 23 per cento del 2014 al 31 per cento nel 2017, la frequenza di patologie delle vie respiratorie e dermatologiche, cos come dei disturbi psichici e comportamentali, pi alta rispetto a chi vive in affitto o presso i datori di lavoro. Ancora pi drammatica la condizione di chi ha patologie croniche come diabete, ipertensione e cos via: in met dei casi si sottopongono a controlli solo saltuari e inadeguati, uno su cinque non riesce a procurarsi i farmaci di cui ha bisogno. Le temute malattie infettive invece riguardano lo 0,016 per cento dei casi.

La sfida della gestione

Gli stranieri quindi non sono una minaccia per la salute degli italiani, semmai sono loro a rischiare di non avere riconosciuto il diritto alla salute. La versa sfida quindi gestirli per garantire un’adeguata assistenza, come sottolinea Piernicola Garofalo, dell’unit di Endocrinologia degli Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello di Palermo e responsabile scientifico del convegno: Il numero dei migranti residenti a vario titolo nel Paese pari a circa il 10 per cento della popolazione generale; i livelli e le modalit di assistenza alla salute per prevenzione, diagnosi e terapia sono per molto difformi e poco tracciate. L’integrazione degli immigrati passa anche attraverso l’accesso al sistema sanitario: rimuovere le barriere all’accesso tempestivo alle cure sanitarie auspicabile non solo eticamente, ma anche dal punto di vista dell’efficienza economica.

27 marzo 2019 (modifica il 27 marzo 2019 | 10:17)

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Autore dell'articolo: admin