I manganelli croati sui sogni dei migranti



Usman non riesce a camminare per più di mezz’ora senza doversi fermare. «E pensare che ho camminato senza sosta da Lashkar Gah». È il triste risultato dei manganelli della polizia croata sulle ossa dei rifugiati, già segnate dal freddo, dopo l’ennesimo sforzo infruttuoso di attraversare il confine croato-bosniaco. Braccia e gambe doloranti, con visibili lividi sotto i vestiti e sotto le coperte: nuove maschere del rigido inverno bosniaco. «SONO USCITO DAL CENTRO di accoglienza di Bira, a Bihac, di pomeriggio. … Continua


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