“I magistrati rispondono solo alla legge, non alle opinioni correnti”


Il Capo dello Stato alla cerimonia di commiato dei componenti del Csm e presentazione dei nuovi membri.

Sergio Mattarella Consiglio Superiore della Magistratura

Al Quirinale si è svolta oggi la cerimonia di Commiato dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura e di presentazione dei nuovi componenti. Erano presenti i Presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati e il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, ma il momento più atteso è stato ovviamente quello del discorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che presiede anche il Csm.

Il Capo dello Stato ha fatto un resoconto della consiliatura trascorsa, poi ha detto:

“L’attenzione e la sensibilità agli effetti della comunicazione non significa – come tante volte è stato ricordato in tante sedi- orientare le decisioni giudiziarie secondo le pressioni mediatiche né, tanto meno, pensare di dover difendere pubblicamente le decisioni assunte. La magistratura, infatti, non deve rispondere alle opinioni correnti perché è soggetta soltanto alla legge. Sono invece doverose la credibilità e la trasparenza del suo agire, che possono essere rafforzate anche da un’adeguata comunicazione istituzionale. È, pertanto, auspicabile che si prosegua nella direzione intrapresa, che appare, inoltre, idonea a tutelare anche i singoli magistrati da sovraesposizioni cariche di pericoli e che non si rivelano utili”

In un altro passaggio importante il Presidente Mattarella ha parlato dell’autonomia del CSM e ha spiegato:

“Il sistema funziona bene soltanto se i dirigenti sono selezionati effettivamente secondo criteri oggettivi e verificabili. Il terzo comma dell’art. 107 della Costituzione, disponendo che i magistrati si distinguono fra loro soltanto per diversità di funzioni, afferma il principio di ‘indipendenza interna istituzionale’. Proprio questa pari dignità postula che vengano riconosciute e valorizzate le qualità umane e professionali necessarie per lo svolgimento di delicati ruoli di servizio, come vanno correttamente intesi gli incarichi direttivi e semidirettivi. Proprio il buon esercizio del governo autonomo deve consentire di fare emergere le capacità organizzative indispensabili per individuare il miglior dirigente dell’ufficio da assegnare. Sono le garanzie poste a presidio della Magistratura a consentire al suo organo di governo autonomo di compiere scelte libere da ogni forma di condizionamento in tutte le decisioni di sua competenza. Tra esse, devono essere connotate da particolare attenzione e cura le scelte dei magistrati di legittimità, per la delicata funzione nomofilattica svolta dalla Corte di cassazione, che assume oggi, ancor più intensamente che in passato, piena centralità in ragione del dialogo con le Corti europee”

Foto © Quirinale




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Autore dell'articolo: admin