I droni  su Gatwick sono diventati un mistero


I droni  su Gatwick sono diventati un mistero

(Afp) 


 Aereo, Gatwick 




Chi offrirà informazioni utili a far luce sul mistero dei droni a Gatwick avrà una ricompensa: 50 mila sterline offerte dalla società che gestisce l’aeroporto e 10 mila sterline messe a disposizione da Lord Michael Ashcroft, vice presidente del partito conservatore britannico e uno dei suoi principali donatori. Per un totale di 66mila euro circa.

Ma è ancora buio pesto su chi abbia causato il caos per oltre 36 ore nel secondo aeroporto di Londra. La polizia del Sussex ha rilasciato la coppia di coniugi, un uomo di 47 anni e di una donna di 54, residenti a Crawley, cittadina a pochi chilometri da Gatwick, fermata venerdì sera: “Hanno collaborato pienamente con le indagini e non sono più sospettati”, ha spiegato un portavoce. Non erano loro dunque gli ‘eco-warriors’, i guerriglieri ambientalisti, che si sospettano dietro l’azione.

La polizia ha anche recuperato un drone danneggiato nella parte settentrionale del perimetro dello scalo. Ma intanto la vicenda ha avuto riflessi nell’agone politico. Il Partito laburista britannico ha chiesto un’indagine indipendente. “Il governo è stato ripetutamente allertato sui rischi che questi apparecchi pongono all’aviazione ma non ha preso contromisure”, ha denunciato il portavoce Labour per i Trasporti, Andy McDonald.

La prolungata chiusura dell’aeroporto, circa 36 ore, ha lasciato a terra oltre mille voli e interessato più di 140 mila persone. Gatwick, l’aeroporto britannico più affollato dopo Heathrow, serve ogni anno piu’ di 43 milioni di passeggeri.

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