I 25enni più a rischio di cancro dei loro genitori a causa dell’obesità


Giovani adulti, tra i 24 e i 49 anni, che sempre pi spesso si ammalano di cancro per colpa dei chili in eccesso e che oggi hanno il doppio delle probabilit di sviluppare un tumore rispetto ai loro genitori o nonni quando avevano la loro et. La pericolosa tendenza in aumento negli Stat Uniti e a lanciare l’allarme sono i ricercatori dell’American Cancer Society che nei giorni scorsi hanno pubblicato uno studio sulla rivista scientifica The Lancet Public Health. Dopo aver esaminato i dati relativi a quasi 15 milioni di americani ai quali stato diagnosticato un tumore fra il 1995 e il 2014, gli scienziati hanno individuato il trend in ascesa nei pi giovani di sei tipi di cancro direttamente collegato all’obesit: endometrio, cistifellea, rene, pancreas, mieloma multiplo (una neoplasia che colpisce il midollo osseo) e colon retto, che ero gi stato al centro di una ricerca precedente giunta alle stesse preoccupanti conclusioni. Ad essere sotto accusa in particolare il tipo di distribuzione corporea del grasso oltre alla sua quantit assoluta: il grasso viscerale e addominale, situato in profondit intorno agli organi centrali del corpo (come ad esempio intestino, cuore, fegato) e quindi non palpabile ben pi pericoloso del grasso sottocutaneo che si accumula in superficie, tra pelle e muscoli.

Lo studio: Millennials pi a rischio dei Babyboomers

I tumori sono malattie tipiche dell’invecchiamento e, anche in Italia, circa la met dei casi si registra in chi ha pi di 60 anni. Un discorso che vale anche per le neoplasie scatenate dal peso eccessivo. Tuttavia la nuova analisi americana mette in luce che fra i Millennials (una definizione che indica la generazione del nuovo millennio e comprende i nati tra il 1980 e 2000) sono in crescita proprio quelle malattie causate dai chili di troppo finora pi comuni in chi ha superato la soglia dei 65-70 anni.Un esempio su tutti, il temibile carcinoma del pancreas, fra le neoplasie ancora oggi pi letali e che generalmente colpisce gli over 65: le statistiche hanno registrato una aumento dei 4,34 per cento di casi fra i 25 e i 29 anni, del 2,47 per cento nei 30-34enni, dell’1,31 per cento nei 35-39 e solo dello 0,72 per cento in chi ha fra i 40 e i 44 anni.E il rischi di sviluppare cancro al colon, endometrio, pancreas e cistifellea nei Millennials risulta doppio rispetto a quello dei Babyboomers (ovvero i nati all’incirca fra il 1946 e il 1965, che oggi hanno tra i 50 e i 70 anni) quando avevano la loro et.

Ecco perché i chili di troppo fanno venire il cancro


Chi è sovrappeso rischia tumori più aggressivi e difficili da curare


L’obesit, un’epidemia anche italiana

Dei sette miliardi e mezzo di abitanti del pianeta, pi di due superano il peso consigliato: hanno cio un indice di massa corporea superiore a 25 (sopra il 30 inizia l’obesit). Un problema che riguarda da vicino anche l’Italia:Dati recenti elaborati dell’Osservatorio Nazionale sulla salute rivelano che pi di un terzo della popolazione adulta (35,3%) del nostro Paese in sovrappeso – spiega Maurizio Muscaritoli, presidente della Societ Italiana di Nutrizione Clinica e Metabolismo – , mentre una persona su dieci obesa (9,8%). Quasi la met (45,1%) dei maggiorenni in “eccesso ponderale”, cio sovrappeso o obeso.Sempre in Italia, sono le persone tra i tra i 65 e i 74 anni quelle in cui si registrano percentuali pi alte di eccesso ponderale: sovrappeso il 52,6% degli uomini e il 40,3% delle donne; obeso il 16% dei primi e il 14,8% delle seconde.Non va meglio, purtroppo, se si guarda ai pi piccoli. Una recente indagine condotta da OKKIO ALLA SALUTE, su un campione di quasi 49mila bambini in et scolare ha messo in luce che quasi un terzo (il 31%) dei giovanissimi ha un peso superiore alle soglie raccomandate per l’et di appartenenza. 

Il legame tra cancro e chili di troppo: ecco a cosa dovuto

I chili in eccesso causano ben 4 milioni di morti ogni anno, il 40 per cento dei quali in persone che erano soltanto sovrappeso e non obese. Morti dovute soprattutto a malattie cardiovascolari, ma anche ai tumori.Qual il legame fra grasso e cancro? Generalmente, per semplificare, si parla di una relazione pericolosa fra neoplasie e obesit, ma la vera responsabile la sindrome metabolica – chiarisce Giordano Beretta, presidente eletto dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) -, che interviene in tutte le fasi del tumore, dalla formazione alla progressione, dalla resistenza alle terapie fino all’insorgenza di recidive.Una caratterizzata da aumento della circonferenza dell’addome, ipertensione arteriosa, ipertrigliceridemia, ridotti livelli di colesterolo “ buono” HDL e aumento della glicemia a digiuno.

L’Italia

Le cifre allarmanti sui Millennials riguardano anche l’Italia? Ovviamente si, non esistono purtroppo frontiere geografiche o culturali in grado di arginare il cancro – risponde Muscaritoli, che anche Ordinario di Medicina Interna al Dipartimento di Medicina Clinica e Direttore del Coordinamento Attivit di Nutrizione Clinica alla Sapienza Universit di Roma – . I meccanismi che legano l’eccesso di grasso all’aumentato rischio di ammalarsi di cancro sono gli stessi su tutto il pianeta: gli stili di vita inadeguati, caratterizzati da eccessiva assunzione di calorie a fronte di una attivit fisica insufficiente, portano ad un accumulo di tessuto adiposo e ad un aumento sostenuto e persistente di alcuni ormoni, quali innanzi tutto l’insulina e l’IGF-1 che hanno potenti azioni anatoliche. L’accumulo di grasso, soprattutto il cosiddetto grasso viscerale, favorisce il rilascio di sostanze che provocano l’infiammazione oggi considerata un potente stimolatore della crescita tumorale.

Quali sono i parametri da monitorare

Diversi studi hanno messo chiaramente in evidenza che l’eccessivo peso non solo fa crescere le possibilit di ammalarsi, ma anche di morire di cancro – conclude Beretta, responsabile dell’Unit operativa di Oncologia medica di Humanitas Gavazzeni -. Chi obeso rischia di sviluppare forme pi aggressive e difficili da curare, cos come ha maggiori probabilit di avere una recidiva di un precedente tumore o di andare incontro a complicanze durante le cure. Nel paziente obeso il trattamento rischia di essere ridotto o eccessivo a causa della differente distribuzione del farmaco che si verifica nel grasso corporeo. Fortunatamente sappiamo anche che dimagrire contribuisce, concretamente, a migliorare la situazione. Per tenere sotto controllo il proprio peso corporeo sono importanti due parametri: l’indice di massa corporea (BMI, Body Mass Index) che si ottiene dividendo il peso (espresso in chilogrammi) per il quadrato dell’altezza e la circonferenza della vita (misurata all’altezza dell’ombelico), che un indice del tessuto adiposo addominale in relazione al rischio di malattie cardiovascolari e dismetaboliche e che non dovrebbe superare gli 80 centimetri.

15 febbraio 2019 (modifica il 16 febbraio 2019 | 11:05)

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Autore dell'articolo: admin