Hyundai i30 Fastback: N come sport


Come corre la Hyundai. La sua prima vettura vede la luce nel 1968, ma specialmente negli ultimi anni ha compiuto una forte accelerazione, sfornato modelli, tecnologia e prestazioni che non hanno nulla da invidiare ai marchi più «vecchi». L’ultimo esempio è la i30 Fastback N, dove N ha un triplice significato: Namyang, dove prendono forma i modelli sportivi; Nürburgring, il circuito dove vengono messi a punto; la forma della chicane… In poche parole, un logo che equivale alla M di BMW, alla Amg di Mercedes, alla RS della Renault e così via.

Linee più morbide e grande funzionalità grazie all’ampio portellone posteriore. La i30 Fastback punta a una linea più esclusiva e accattivante rispetto alla sorella a 5 porte. La Fastback N è più lunga di 120 mm rispetto alla cinque porte e il tetto è più basso di 21 mm. La sua silhouette ha un coefficiente di resistenza aerodinamica di 0,297, rispetto a 0,320 della sorella. Al primo colpo d’occhio si notano i paraurti dalle forme più aggressive con prese d’aria maggiorate e inserti di colore rosso, fendinebbia, spoiler posteriore aerodinamico nero lucido, doppio scarico, cerchi da 19” che lasciano intravvedere il generoso impianto frenante e l’inedito colorazione per la carrozzeria Shadow Grey che si aggiunge ai classici colori della gamma. All’interno cinque posti comodi, con una certa limitazione per le persone che superano il metro e ottanta di altezza, sedute dietro. L’ampio bagagliaio permette una capacità variabile tra i 450 e i 1.350 litri e aprendo il portellone si nota una barra di irrigidimento del telaio che ricorda che andremo a guidate una piccola GT.

Motore 2 litri turbo a benzina, 275 CV e grazie all’overboost una generosa coppia motrice fin da 2.000 giri che permette uno scatto da 0-100 in 6,1 secondi (con il launch control) e una velocità massima di 250 km/h. La trazione anteriore gestisce bene la potenza grazie alla generosa impronta a terra degli pneumatici e l’elettronica, sotto forma di un controllo dello slittamento delle ruote, limita i pattinamenti anche se su una vettura con queste caratteristiche non ci sarebbe stato male un vero e proprio differenziale autobloccante. Il cambio è un classico manuale a sei marce con una buona rapportatura e innesti precisi, ma la leva è un po’ corta e non proprio pratica da raggiungere. Il sedile ha un buon contenimento, ma avremmo apprezzato una seduta leggermente più bassa, mentre la strumentazione tradizionale è arricchita da un display da 8 pollici al centro della plancia.

Sotto le razze del volante due comandi: Drive Mode e N Button. Gli stessi comandi possono essere ripresi e personalizzati attraverso l’ampio display al centro della plancia. L’elettronica agisce su cinque differenti personalità, Eco, Normal, Sport, Sport+ e N Custom, intervenendo sulla risposta dell’acceleratore, la doppietta in scalata, la taratura del differenziale elettronico, il rumore dello scarico, la taratura delle sospensioni e la risposta dello sterzo. Nell’uso stradale è proprio la risposta dell’acceleratore e la taratura delle sospensioni a rendere molto suggestiva la guida. La modalità Sport+ è gratificante a discapito di una rigidezza, specialmente posteriore, che permette una guida molto precisa a discapito di un comfort contenuto sui fondi ondulati. I consumi, quelli reali, sono attorno ai 7-8 km/litro divertendosi, che con attenzione salgono a 10-11.

I modelli sportivi di Hyundai sono riconoscibili dal colore azzurro. A posteriori una scelta cromatica azzeccata visti i recenti successi di una presenza racing made in Italy. Non è casuale che alla presentazione del nuovo modello di i30 N si parlasse molto di corse e di programmi sportivi. La Casa coreana ha appena vinto il Mondiale Turismo WTCR con Gabriele Tarquini (classe 1962: è nato prima di Hyundai) con la squadra BRC Racing Team di Cherasco (Cuneo), ed è pronta a puntare al Mondiale Rally WRC sempre con una i20 Coupé WRC Plus e la formazione ufficiale guidata da un altro italiano Andrea Adamo. A dare manforte alla squadra impegnata nei rally mondiali è arrivato anche un certo Sebastien Loeb, 9 Campionati WRC all’attivo. E chissà se a breve arriveranno interessanti novità anche per i rally italiani, con la i20 R5.

Un grande professionista, 78 presenze in Formula 1 e quattro campionati turismo, talento, grinta e determinazione che alla soglia di 57 anni non gli fanno difetto. Non per niente è stato ribattezzato il Cinghio o Cinghiale per la sua caparbietà. Questo è Gabriele Tarquini da Giulianova (Te). «Sono rimasto sorpreso sotto tutti i punti di vista da Hyundai — ricorda Gabriele Tarquini, fresco campione del mondo in carica —. Innanzitutto la qualità delle vetture di serie. Si vede chiaramente una cura costruttiva di grande livello e un’attenzione ai dettagli. Qui ho ritrovato manager e responsabili che ho conosciuto quando correvo in Bmw e non sarà certo un caso. Abbiamo lavorato molto bene con la vettura da corsa. Ho avuto 6-7 mesi per mettere a punto l’auto e i risultati sono arrivati fin dal debutto, segno che la base era molto buona. Della versione da gara mi piace molto l’assetto, il telaio e la frenata. Abbiamo anche un ottimo motore, ma la Federazione ha limitato un po’ le prestazioni livellando le performance con i competitor. Passando alla vettura di serie penso che la i30 Fastback N sia un ottimo compromesso tra prestazioni e guidabilità in ogni situazione. Una vera sportiva per tutti dove si può andare molto forte in pista come muoversi quotidianamente con la famiglia».

La i30 Fastback N è disponibile nella sola versione Performance Pack, quella con 275 CV e ruote da 19 pollici con differenziale elettronico. L’unico optional disponibile è il tetto panoramico in cristallo. A breve saranno disponibili per le altre vetture Hyundai una serie di accessori after market marchiati N-Line Option e alcune versioni sempre N-Line caratterizzate da alcuni dettagli più grintosi.

10 aprile 2019 (modifica il 10 aprile 2019 | 16:36)

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