Human Rights Watch ha chiuso metà degli uffici in Medio Oriente e Nordafrica


Human Rights Watch ha chiuso metà degli uffici in Medio Oriente e Nordafrica



Human Rights Watch ha fatto sapere di esser stata costretta a chiudere almeno la metà dei suoi uffici in Medio Oriente e in Nordafrica (MENA), a causa dei crescenti pericoli legati alla loro attività. Durante la presentazione del Rapporto mondiale per il 2019, gli esperti regionali di HRW hanno lanciato un nuovo allarme rispetto alla loro stessa libertà d’azione, sostenendo che per la prima volta non è stato permesso loro di organizzare l’annuale evento negli uffici regionali di città come Il Cairo, Sana’a e Tripoli. 

Molti paesi, come l’Arabia saudita e il Bahrein ma anche il Marocco, hanno inoltre disposto alcune restrizioni alla concessione di visti per il personale di Hrw, fa sapere la direttrice regionale Sarah Leah Whitson. L’Egitto invece si è spinto oltre, vietando in toto le attività del gruppo dal 2014, mentre Israele avrebbe avviato un procedimento volto all’espulsione di un ricercatore di HRW con base a Ramallah, nella West Bank, accusandolo di sostegno alla campagna Boycott, Divestment and Sanctions (BDS).

Durante la presentazione del Rapporto mondiale, HRW ha evidenziato quattro casi particolarmente da monitorare: Yemen, Arabia saudita, Egitto e i diritti delle donne nella regione. Il direttore del dipartimento comunicazione ed advocacy di Hrw, Ahmed Benchemsi, ha in particolare definito per la prima volta l’Egitto di Al Sisi una “dittatura a pieno titolo”, con particolare riferimento al divieto di manifestazione e all’inaugurazione di ben 19 nuove prigioni, nelle quali viene condotto un numero sempre più alto di prigionieri politici.

Un accenno anche alla necessità di monitorare la situazione relativa all’ex presidente Mohammed Morsi, tenuto in isolamento in carcere in condizioni “disumane” e a cui viene impedito di incontrare i familiari.

Notizie più confortanti arrivano sul fronte dei diritti delle donne, alla luce di alcuni importanti quanto pubblicizzati cambiamenti in atto: la rimozione del divieto di guida per le donne in Arabia saudita e la proposta tunisina di garantire alle donne gli stessi diritti degli uomini nel diritto ereditario. Nel caso saudita, tuttavia, va ricordato che a fronte di questa importante decisione, decine di attiviste per i diritti delle donne sono state arrestate negli ultimi mesi. Secondo alcune testimonianze, alcune di loro sarebbero anche state torturate e violentate durante la detenzione.

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Autore dell'articolo: admin