Hpv, conviene vaccinarsi – Corriere.it


In Italia sono oltre 6.500 all’anno i nuovi casi di cancro riconducibili all’infezioni da Papilloma Virus Umano (o HPV). Non solo il tumore alla cervice uterina – certamente il più conosciuto – ma anche infezioni che colpiscono l’orofaringe, l’ano, il pene, la vagina e la vulva. La maggioranza di queste malattie potrebbe essere evitata grazie alle vaccinazioni oggi disponibili, ma nonostante la vaccinazione sia offerta gratuitamente e attivamente in tutte le Regioni italiane (dal 2007) alle bambine nel 12° anno di vita (11 anni compiuti) e alcune Regioni abbiano iniziato ad offrirla gratuitamente anche ai maschi nel dodicesimo anno di vita, i tassi di copertura sono ancora molto bassi e lontani dagli obiettivi prefissati dalle autorità sanitarie nazionali.

Iniziativa originale

Proprio per favorire la prevenzione e fornire ai giovanissimi corrette informazioni su questo virus, Fondazione Insieme contro il Cancro in collaborazione con l’Associazione italiana malati di cancro (AIMaC), l’Associazione Laboratorio Adolescenza e la Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza (SIMA) hanno appena lanciato la campagna di comunicazione “Dillo con parole… nostre”, nell’ambito del progetto per la prevenzione dell’HPV “Ho una Storia da Raccontare”. «L’originalità dell’iniziativa» spiega Laura Del Campo, direttore di Aimac «è che la campagna (che si è concretizzata nella produzione di poster e video amatoriali) è stata interamente realizzata da due gruppi di studenti di due scuole superiori. Unico supporto fornito ai giovanissimi comunicatori sono state le necessarie informazioni di carattere scientifico e tecnico, fornite da medici della Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza e da esperti di comunicazione, per consentire loro di creare dei messaggi dai contenuti corretti». «“Dillo con parole… nostre” – aggiunge Simona Mazzolini, coordinatrice dei progetti scuola di Laboratorio Adolescenza, ideatrice del format – nasce proprio dalla sperimentata convinzione che i più efficaci comunicatori, per un messaggio rivolto agli adolescenti, siano gli stessi adolescenti. I due gruppi di lavoro sono stati lasciati completamente liberi di identificare ed utilizzare i messaggi che loro hanno ritenuto più efficaci per aggiungere e sensibilizzare i loro coetanei verso la prevenzione dell’HPV».

Le scuole coinvolte

Le due scuole coinvolte nel progetto pilota sono state l’Istituto Alberghiero Umberto di Pasca di Potenza e il Liceo Classico Alessandro Manzoni di Milano. Due scuole molto diverse per contesto geografico e indirizzo di studi. Scelte “distanti” non a caso, ma – come sottolineano i promotori dell’iniziativa – per dare un segnale anche sull’importanza di una informazione trasversale e capillare al di là di ogni differenza geografica e sociale. Sia il gruppo di lavoro di Potenza sia quello di Milano hanno messo l’accento, nel messaggio veicolato attraverso i poster e i video realizzati, sul fatto che la prevenzione del Papilloma virus riguardi sia le femmine che i maschi. «Una sottolineatura importante» afferma Francesco Cognetti, Presidente della Fondazione Insieme contro il Cancro «se pensiamo che un terzo del totale delle infezioni da HPV riguarda proprio i maschi. A ciò si aggiunge che per i ragazzi non sono neanche disponibili esami e screening specifici (come ci sono per le donne) che possano individuare l’infezione per poi curarla. Sarebbe quindi auspicabile – insiste Cognetti – che tutte le Regioni italiane seguissero l’esempio virtuoso di quelle che già offrono il vaccino ai dodicenni di entrambi i sessi».

Informazione capillare

«L’offerta attiva del vaccino è certamente importante» sottolinea Gabriella Pozzobon, Presidente SIMA «ma per avere una adesione sempre maggiore è altrettanto importante che ci sia una informazione capillare soprattutto presso gli adolescenti che su questi argomenti hanno ancora gravi lacune. L’impegno della SIMA in questa direzione, come dimostra anche la nostra partecipazione attiva a questo interessantissimo progetto, è sempre stato alto e continuerà ad aumentare».Le carenze informative segnalate da Pozzobon sono confermate anche dai risultati di una indagine su “Adolescenti e MST” realizzata lo scorso anno da Laboratorio Adolescenza e Istituto di Ricerca IARD (su un campione nazionale di 2800 studenti delle scuole superiori) dalla quale si evidenzia che il 39% delle ragazze e il 47% dei maschi non sa nemmeno che l’HPV sia una malattia a trasmissione sessuale.

Non è mai troppo tardi

Tornando alla vaccinazione: per chi non l’avesse fatta a 12 anni al momento della “chiama” da parte delle istituzioni sanitarie territoriali? «Sebbene per massimizzarne l’efficacia la vaccinazione andrebbe fatta prima dell’inizio dell’attività sessuale, e quindi del potenziale contagio, per immunizzarsi contro questo il virus cancerogeno non è mai troppo tardi» tranquillizza Laura Del Campo «Gli adulti sessualmente attivi possono vaccinarsi volontariamente fino ai 45 anni di età, la qual cosa è assolutamente consigliata soprattutto se si hanno rapporti sessuali da considerare a rischio».«Ma quanto costa il vaccino a chi non lo ha fatto a 12anni?» chiede Nicoletta a Maria Rosaria in uno dei video realizzati dai ragazzi di “Dillo con parole nostre”. E Maria Rosaria, indicando con sufficienza il nuovo smartphone dell’amica, risponde: «Meno del tuo nuovo cellulare ma, fidati, è molto più utile». Ecco, impariamo da loro.

26 marzo 2019 (modifica il 26 marzo 2019 | 14:12)

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Autore dell'articolo: admin