Hecht, impersonalità del rito, ripetitività della Storia



«Questa lettera principalmente per informarvi che la guerra è finita, e io ne sono uscito illeso», scriveva Anthony Hecht, poco più che ventenne, il 14 maggio 1945, da un’imprecisata località della Germania, ai genitori a New York; aggiungendo: «Illeso [Unscathed], naturalmente, non significa inalterato [unaffected]. Le cose che ho visto e sentito qui, parlando con tedeschi, francesi, cechi e russi, oltre alle mie osservazioni personali, messe assieme fanno una storia che eccede di gran lunga i limiti della censura regolamentare». … Continua


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