Heaney, coscienza modernista della Sibilla traslata



Qualcuno (l’ineffabile Frederic Prokosch) ha raccontato che, quando T. S. Eliot venne a Roma nel 1958, dietro suggerimento del «Professor Mario Praz» volle recarsi con lui (Prokosch) a visitare il boschetto del Lago di Nemi, ripercorrendo le orme di Sir J. G. Frazer. Il Ramo d’oro si apre e si chiude infatti proprio lì, sulle sponde di quel lago, con il cullante rintocco delle campane di Roma udibile (difficile! si entra nella contaminazione del mitografico) attraverso la Campagna. Sappiamo che … Continua


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