Guida alle elezioni europee


come si vota europee



Domani gli italiani tornano alle urne. Per rinnovare sindaci e consigli comunali di oltre 3.800 comuni e il consiglio regionale del Piemonte ma soprattutto per scegliere i 76 deputati nazionali del nuovo Parlamento europeo: 73 più i 3 che entreranno in carica a Brexit consumata. Ad avere diritto di voto sono 51.073.042 tra uomini (24.744.762) e donne (26.328.280): di essi 49.413.168 risiedono in Italia e in Paesi extraeuropei, 1.659.874 in Paesi Ue. Complessivamente le sezioni sono 62.047.

Cinque circoscrizioni

I seggi, come di consueto, resteranno aperti dalle 7 alle 23 (le votazioni sono iniziate giovedì in Gran Bretagna e l’Olanda, seguite ieri da altri Paesi ma lo scrutinio parte in tutti alle 23). L”Italia viene divisa in cinque grandi circoscrizioni elettorali: nord-occidentale (I), nord-orientale (II), centrale (III), meridionale (IV) e insulare (V).

Al momento di entrare in cabina gli elettori riceveranno una scheda, di colore diverso a seconda della circoscrizione: grigio per l’Italia nord-occidentale (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia), marrone per l’Italia nord-orientale (Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna), fucsia per l’Italia centrale (Toscana, Umbria, Marche, Lazio), arancione per l’Italia meridionale (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria) e rosa per l’Italia insulare (Sicilia, Sardegna). I candidati di ciascuna lista variano da una circoscrizione all’altra, fatta eccezione per alcuni leader schierati da più parti.

Occhio alle preferenze

Si vota, come in tutti i Paesi, con un sistema di tipo proporzionale: la soglia di sbarramento, sotto la quale si resta fuori, è del 4%. Non ci sono coalizioni, ciascuna lista corre per sè. Il voto si esprime tracciando sulla scheda, con la matita copiativa avuta dagli scrutatori, il segno X sul contrassegno corrispondente alla lista prescelta o nel rettangolo che lo contiene. Si possono votare fino a tre candidati compresi nella lista votata ma nel caso di piu’ preferenze esse devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda e della terza.

Una sola preferenza può essere espressa per i candidati compresi nelle liste di minoranze linguistiche. secondo la più recente giurisprudenza, l’elettore che si rende conto di aver sbagliato nel votare può chiedere al presidente del seggio di sostituire la scheda per esprimere nuovamente il proprio voto. Il presidente gli consegnerà una nuova scheda e inserirà quella sostituita tra le “schede deteriorate”. 

Gli italiani all’estero

Gli italiani residenti all’estero in Paesi Ue possono votare per candidati compresi nelle liste presentate da partiti e movimenti politici nel Paese di residenza per i membri al Parlamento europeo di quel Paese, presentando una domanda ad hoc, oppure possono votare per candidati compresi nelle liste presentate in Italia dai partiti e movimenti politici per i membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia. Si tratta di elettori iscritti d’ufficio nelle liste elettorali e che eserciteranno il diritto di voto negli appositi seggi costituiti dalle rappresentanze diplomatiche e consolari del Paese Ue di residenza.

Possono votare presso le sezioni elettorali istituite negli altri Paesi membri dell’Unione europea anche gli elettori che si trovino temporaneamente all’estero per motivi di lavoro o di studio, nonché gli elettori familiari con essi conviventi che abbiano presentato domanda entro il 7 marzo scorso. Gli italiani residenti all’estero in Paesi non appartenenti all’Unione europea devono invece necessariamente venire in Italia a votare, presso il comune di iscrizione nelle liste elettorali.

Per le elezioni europee non è previsto infatti il voto per corrispondenza all’estero. I cittadini di altro Paese dell’Unione europea residenti in Italia, che intendano votare esclusivamente per i membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia, possono esercitare il diritto di voto in Italia (ma per farlo devono aver presentato apposita domanda al comune di residenza entro il 25 febbraio scorso).

Documenti di identità

Per esercitare il diritto di voto bisogna esibire una carta d’identità o altro documento d’identificazione munito di fotografia, rilasciato dalla pubblica amministrazione; una tessera di riconoscimento rilasciata dall’Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia, purché munita di foto e convalidata da un Comando militare; una tessera di riconoscimento rilasciata da un Ordine professionale, purché munita di foto. Vale anche l’eventuale ricevuta della richiesta della Carta di identità elettronica (che contiene fotografia, dati anagrafici del richiedente e numero della Cie cui si riferisce).

La tessera elettorale

La tessera elettorale si rinnova presso l’ufficio elettorale del comune di residenza. L’ufficio elettorale resterà comunque aperto dalle 9 alle 18 venerdi’ 24 e sabato 25 e per tutta la durata delle operazioni di voto, dalle 7 alle 23 di domenica. 

E le comunali?

Sono ventisette i capoluoghi interessati dal voto, 6 Comuni capoluogo di Regione (Firenze, Bari, Perugia, Cagliari, Potenza e Campobasso) e 21 Comuni capoluogo di provincia (Ascoli Piceno, Avellino, Bergamo, Biella, Cremona, Ferrara, Foggia, Forli’, Lecce, Livorno, Modena, Pavia, Pesaro, Pescara, Prato, Reggio Emilia, Rovigo, Sassari, Verbania, Vercelli, Vibo Valentia). L’eventuale turno di ballottaggio per l’elezione diretta dei sindaci è in programma il 9 giugno. 

Le modalità di espressione del voto cambiano in funzione della popolazione dei comuni. Nei Comuni fino a 15 mila abitanti si può tracciare un segno solo sul candidato sindaco, solo sulla lista collegata al candidato sindaco o anche sia sul candidato sindaco che sulla lista collegata al medesimo candidato sindaco: in ogni caso il voto viene attribuito sia alla lista di candidati consiglieri che al candidato sindaco collegato. Viene eletto sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti.

Nei Comuni con più di 15 mila abitanti si può tracciare un segno solo sul candidato sindaco (in questo caso il voto viene attribuito solo al candidato sindaco); tracciare un segno solo su una delle liste collegate al candidato sindaco o anche sia sul candidato sindaco che su una delle liste collegate al medesimo candidato sindaco (in entrambi i casi il voto viene attribuito sia al candidato sindaco che alla lista di candidati consiglieri); esprimere il cosiddetto ‘voto disgiunto’, tracciando un segno sul candidato sindaco ed un altro segno su una lista non collegata (in questo caso il voto viene attribuito sia al candidato sindaco che alla lista non collegata).

È eletto sindaco al primo turno il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi (almeno il 50% più uno); qualora nessun candidato raggiunga tale soglia è previsto il ballottaggio tra i due candidati più votati. 

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Autore dell'articolo: admin