“Grillo? Non accetto lezioni da un comico” (VIDEO)


salvini grillo

Matteo Salvini replica a Beppe Grillo durante una diretta Facebook. Ieri, il fondatore del Movimento 5 Stelle lo aveva attaccato duramente affermando che lo avrebbe portato “a lavorare a calci al Viminale”. “Non accetto lezioni e insulti da Beppe Grillo – la risposta del ministro dell’Interno – , ma chi sei? Ma vieni a fare ministro e vediamo cosa fai: perché le minacce di morte non te le becchi tu che fai il comico… Posso starti simpatico o antipatico. Io faccio il ministro dell’Interno e i risultati dicono che lo sto facendo bene”.

Durante lo stesso video, Salvini ha parlato anche di giustizia, abbandonando i toni istituzionali in merito all’inchiesta avviata a Catania nei suoi confronti.

“Processatemi, non convocate i miei collaboratori, vengo io a Catania domani se volete. Sequestro di persona perché ho bloccato per quattro giorni lo sbarco di un barcone che non ha rispettato le leggi? Ma stiamo scherzando? Ora basta, processatemi, io non cambio, mi assumo la responsabilità, insieme al governo, del blocco dell’immigrazione clandestina”.

“Al tribunale dei ministri di Catania – aggiunge il vicepremier al termine dell’incontro con la stampa estera – voglio dire che state usando male i soldi pubblici degli italiani. Il 99% dei magistrati italiani fa bene il suo lavoro, ma se c’è qualcuno che usa il denaro pubblico per fare politica e processare un ministro perché blocca gli sbarchi questo non mi sta bene”.

Salvini: “Conte non può darmi ordini”

Salvini ne ha anche per il presidente del Consiglio, nei confronti del quale vuole ribadire la propria autorità di ministro dell’Interno nella gestione dei flussi migratori.

“Nessun ministro e neanche il presidente del Consiglio pensi di ordinare a me di far arrivare le navi con i migranti in Italia. Se qualcuno pensa di riaprire i porti ha trovato il ministro e il partito politico sbagliato. C’è una nave olandese che vuole arrivare in Italia a ogni costo e io dico: no, assolutamente no. Mi assumo totalmente la responsabilità del blocco dell’immigrazione clandestina insieme al governo. A meno che qualcuno -sottolinea- non abbia cambiato idea”.

Insomma, la tensione con il Movimento 5 Stelle rimane alta e presto ci potrebbe essere la resa dei conti finale.

“Almeno lasciate lavorare la Lega e smettetela con tutta questa serie di no. Il voto del 26 maggio è un referendum tra la vita e la morte, tra il lavoro e la precarietà a vita, tra Italia e Europa dei banchieri e finanziari, tra un paese libero e un continenti con quartieri in mano a estremisti islamici. È un referendum sull’Europa, passata e futura, sull’Italia del sì e del no – conclude il vicepremier Salvini – Io sto costruendo quella dei sì perché ho due figli e non voglio creare un’Europa delle paure, voglio cambiare le regole una a una”.


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Autore dell'articolo: admin