‘Graziato’ il rapper francese che istiga alla violenza contro i bambini bianchi


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Afp


Nick Conrad




Settemila euro di multa, cinque per il tribunale e due per le associazioni che gli hanno fatto causa, e una lettera di licenziamento dall’hotel dove lavorava come addetto all’accoglienza; la prima esperienza di popolarità, anche se tecnicamente sarebbe più corretto chiamarla viralità, non ha portato questo granché di vantaggi a Nick Conrad, il rapper francese di colore salito agli onori delle cronache internazionali per aver seviziato e infine ucciso un uomo bianco nel video della sua “Pendez Les Blancs”. 

Incitamento alla violenza, secondo la BBC è questo il reato del quale si è reso colpevole Conrad, ma quella di oggi è solo la condanna, che sarebbe anche potuta essere più severa arrivando fino cinque anni di carcere e 45 mila euro di multa, ma i pubblici ministeri ci sono andati leggeri sostenendo che il ragazzo in qualche modo “ha già pagato le conseguenze”.

Effettivamente la multa è salata e la perdita del lavoro sarà un bel problema, ma più che altro forse potrà già dire addio ai suoi sogni rap, difficilmente con queste premesse qualcuno avrà voglia di investire tempo e denaro sul suo progetto. “Pendez Les Blancs” tra l’altro, non è riuscita nemmeno a godere di quell’effetto boomerang/splatter, di stimolare la curiosità dei visualizzatori su YouTube, tant’è che lì, ma anche su tutte le altre piattaforme, i numeri restano piuttosto bassini.

D’altra parte versi come “e rentre dans des crèches, je tue des bébés blancs, Attrapez-les vite et pendez leurs parents” ovvero “Entrate negli asili nido e uccidete i bebè bianchi. Acchiappateli e poi impiccate i loro genitori”, più che attenzione attirano sdegno. Come quello espresso, come ricorda il Corriere della Sera, anche il nostro ministro dell’interno Matteo Salvini, che alla storia lo scorso settembre dedicò un post su Facebook: “Quelli che difendono questo idiota dicono che è “Libertà culturale”, a me pare solo una schifezza”.

In realtà ben pochi sono quelli che si sono appellati alla libertà artistica di espressione, c’ha provato lo stesso Conrad, che ha assicurato che il video non voleva in nessun modo essere razzista, ma i suoi video così come le sue rime, sono spesso incentrate sulla battaglia tra bianchi e neri, chi lo conosce lo sa. Nemmeno il popolo del web, nella maggior parte dei casi abbastanza impermeabile alle provocazioni, si è messo in prima linea per difenderlo, anzi, lo ha letteralmente coperto di insulti, sbagliando mira alle volte e colpendo il povero Nick Conrad, un omonimo conduttore della BBC. 

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Autore dell'articolo: admin