Gli effetti del terremoto della scorsa notte a Roma 


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Molta paura ma per fortuna nessun ferito e pochi danni. Il day after il terremoto di magnitudo 3.6 avvertito nella tarda serata di ieri ai Castelli Romani è quello delle verifiche e dei controlli strutturali (in tutto diverse decine) affidati a vigili del fuoco e protezione civile.

Subito dopo la scossa con epicentro a Colonna, l’Agenzia regionale di protezione civile del Lazio ha attivato l’Associazione nazionale degli ingegneri che ha inviato alcune squadre nei punti più critici tra i quali Monte Compatri e San Cesareo. A Colonna, riferiscono dal Mibac, nella parrocchia di San Nicola sono state riscontrate “lesioni minime ma gli architravi sono segnati e gli archi presentano lesioni pronunciate”.

A Monte Compatri, nella chiesa di Santa Maria Assunta, una lesione preesistente sulla cupola dell’abside risulta “leggermente allargata”, ma secondo i tecnici dovrebbe trattarsi di una crepatura a livello di intonaco e non di struttura: “in mattinata sono state verificate tutte le scuole, che non presentano problemi – assicura il sindaco Fabio D’Acuti – e nelle prossime ore procederemo ai controlli in altri 7/8 stabili che ne hanno fatto richiesta”.

Il terremoto è stato sentito anche nella capitale, e il Campidoglio ha convocato a Porta Metronia il Centro operativo comunale incaricato di coordinare le attività di monitoraggio e di verifica, partite già all’alba di oggi. Nessun problema per i monumenti, come il Colosseo e i Fori Imperiali, su cui il ministero dei Beni culturali ha competenza mentre ‘osservati speciali’ restano gli edifici scolastici, in particolare asili, scuole dell’infanzia ed elementari. Cinque nidi – “Aquilone Blu”, “Corviale, “Il Liro d’Oro”, “Irlandesi” e “Lo scarabocchio” – sono stati chiusi a garanzia della sicurezza del personale e dei bambini per consentire controlli su murature, travi, pilastri e solai. “Finora non vengono segnalate grosse criticita'”, conferma via Twitter la sindaca Virginia Raggi.

“Fino ad ora – spiega Concetta Nostro, sismologo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia – ci sono state solo due repliche, entrambe di magnitudo 1.4. L’area fu già interessata da scosse di magnitudo 3.5 nel luglio 2012 e 3.2 nel dicembre 2018: in entrambi i casi non si registrarono sequenze significative. È impossibile fare previsioni ma è verosimile che possa essere così anche stavolta”.

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Autore dell'articolo: admin