Gli accordi con la Cina stanno creando più di qualche frizione nel governo 


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Ricadute positive per l’Italia e nessun rischio per la sicurezza nazionale. Così a fine giornata il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, esprime su Facebook la sua soddisfazione per la firma sugli accordi tra Italia e Cina, nell’ultimo giorno della visita di Stato del presidente cinese Xi Jinping in Italia.

“Il Memorandum sulla Belt and Road, sottoscritto per nostro conto dal vicepresidente Luigi Di Maio – sottolinea il premier – costituisce un importante segnale di attenzione del Governo italiano verso questo progetto di connettività euroasiatica”.

Tenendo a precisare che “questa collaborazione viene impostata in stretto raccordo con la Strategia dell’Unione europea sulla connettività euroasiatica e nel pieno rispetto dei principi, oltre che di reciprocità, anche di trasparenza, inclusività, sostenibilità fiscale ed ambientale, come ben evidenziato nel testo”.  
 

Conte: “Svilupperemo le nostre infrastrutture”

Quindi, garantisce Conte, “sul piano della cooperazione economica l’obiettivo per l’Italia è quello di riequilibrare la bilancia commerciale e intensificare i flussi di investimento tra i due Paesi”.

“Su questo fronte ci aspettiamo importanti ricadute positive – sostiene Conte – sviluppo delle nostre infrastrutture logistiche; partecipazione di imprese italiane ai grandi progetti lungo la Nuova via della Seta; rafforzamento della collaborazione in ambito culturale; maggior accesso e opportunità per il Sistema Italia nel mercato cinese dei beni e dei servizi, nelle reti”.

“Il tutto, tengo a ribadirlo ancora una volta – puntualizza ancora – senza alcun rischio per la sicurezza nazionale. Abbiamo a cuore il presente e il futuro dell’Italia e vogliamo che sia protagonista sugli scenari internazionali”.
Conte andrà in Cina a fine aprile: “Ho accettato l’invito del Presidente Xi Jinping a partecipare al II Forum sulla Belt and Road Initiative, che si terrà a Pechino il 26 e 27 aprile”. 

Soddisfatto anche il vicepremier Di Maio che ha firmato le intese principali e che parla di “giornata storica”.

“La firma” degli accordi Italia-Cina – che dedica agli imprenditori italiani – “fa dell’Italia il primo paese del G7 che entra nella Via della Seta”.

“’Italia first’ – dice Di Maio – è ovvio che gli altri Paesi siano un po’ critici, perché l’Italia è arrivata prima. Ma non credo che l’Italia sia isolata nella Ue perchè anche gli altri Paesi Ue riceveranno il Presidente Xi Jinping e, allo stesso tempo, esportano tantissimo in Cina”.
Per Di Maio “oggi l’Italia in politica estera ha segnato un importante passo in avanti che la vede prima con un
accordo che aiuterà tantissime imprese ad aumentare l’esportazione del Made in Italy”.

Salvini: “Ma lì il mercato non è libero”

“Abbiamo siglato accordi per 2 miliardi e mezzo e con un potenziale di 20 miliardi” sottolinea. Quindi, spiega che “l’obiettivo è chiaro: riequilibrare la bilancia commerciale, cominciare a riequilibrare una sproporzione” perché “c’è troppo Made in China in Italia e poco Made in Italy che va in Cina”. 
Lontano da Roma, al Forum Confcommercio di Cernobbio, l’altro vicepremier Matteo Salvini esprime invece qualche perplessità. “Sono contento – afferma – che il presidente cinese sia in visita in Italia, ma ci vuole parità di condizioni. Non mi si dica che in Cina ci sia il libero mercato, dove lo Stato non interviene nell’economia e nell’informazione”.

Parole a cui ha replicato Di Maio, qualche ora dopo, in modo netto: “Lui ha il diritto di parlare, io ho il dovere di fare i fatti, come ministro dello Sviluppo economico. Oggi – insiste – abbiamo firmato accordi per 2,5 miliardi e con un potenziale di 20 miliardi di euro”.

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Autore dell'articolo: admin