Giornata mondiale disabili: «Non siamo un mondo a parte»


Avere accesso all’istruzione, alla salute, ai trasporti, al mondo del lavoro, partecipare alla vita sociale, muoversi senza ostacoli, avere una vita il pi possibile indipendente. Diritti delle persone con disabilit spesso ancora disattesi, nonostante siano sanciti dalla Convenzione delle Nazioni Unite del 2006, ratificata dal nostro Paese nel 2009.

La giornata

L’occasione per accendere un faro sui troppi ostacoli che impediscono una piena inclusione nella societ la giornata internazionale delle persone con disabilit, che ricorre il 3 dicembre, indetta dall’assemblea dell’ONU nel 1992 proprio per promuovere i diritti e il benessere delle persone con disabilit in ogni aspetto della vita. Il tema scelto quest’anno il coinvolgimento delle persone con disabilit nell’ottica di garantire l’inclusione e l’uguaglianza, come parte dell’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, che ha l’obiettivo di non lasciare nessuno indietro. In occasione della giornata, il segretario generale delle Nazioni Unite presenter il rapporto Disabilit e sviluppo: la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile da, per e con le persone con disabilit, che fa il punto sulle disparit ancora esistenti ma anche sui progressi compiuti e le buone pratiche attuate nelle diverse zone del mondo. 

Uno su tre vive da solo

Qual la situazione in Italia? Secondo l’Istat, nel nostro Paese sono circa 4 milioni e mezzo le persone con disabilit. Di queste, 2 milioni e 600 mila hanno un’et superiore a 65 anni, una persona su tre vive da sola, quindi con maggior rischio di vulnerabilit in quanto non pu contare sull’aiuto di un familiare. Sono dati molto preoccupanti, secondo gli esperti dell’Osservatorio Nazionale della Salute nelle Regioni Italiane, che opera all’interno di Vihtali, spin off dell’Universit Cattolica a Roma. Il problema pi grave la perdita di autonomia: tra le persone con pi di 75 anni, una su cinque ha gravi difficolt in almeno un’attivit quotidiana, una persona ultracinquantenne su dieci non autonoma nell’uso del telefono, nel prendere le medicine o nel gestire le proprie risorse economiche. Oltre una persona su quattro non in grado di prepararsi i pasti, fare la spesa o svolgere le attivit domestiche. Quasi un persona su quattro ha gravi problemi di mobilit, non riesce a camminare o a salire le scale, il 5,3 per cento non riesce a sentire e il 6,6 per cento non vede. 

Persone non autonome in crescita

Il rapporto dell’Osservatorio, inoltre, sottolinea la scarsit di servizi dedicati alle persone con disabilit e le poche risorse disponibili rispetto ad altri Paesi dell’Unione Europea, con le famiglie costrette a supplire alle carenze di istituzioni nazionali e locali. La disabilit una condizione che interesser sempre pi italiani, per questo il nostro sistema di welfare si trover ad affrontare una domanda crescente di servizi per assicurare a queste persone l’assistenza sanitaria e sociale e il diritto a vivere una vita indipendente, sottolinea Alessandro Solipaca, direttore scientifico dell’Osservatorio Nazionale della Salute nelle Regioni Italiane. Le proiezioni per il 2028 indicano che tra gli ultra 65enni le persone non in grado di svolgere le attivit quotidiane per la cura di se stessi, dal lavarsi al mangiare, saranno circa un milione 600 mila, 100 mila in pi rispetto a oggi, mentre quelle con problemi di autonomia (per esempio: preparare i pasti da soli, gestire le medicine e le attivit domestiche) arriveranno a 4 milioni 700 mila. Una vita davvero indipendente e autonoma non pu realizzarsi senza un’adeguata copertura finanziaria – ribadisce Marco Rasconi, presidente nazionale dell’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare (UILDM) -. necessario investire a lungo termine e aumentare il sostegno economico per garantire i diritti fondamentali di tutti, contro ogni discriminazione. 

la societ che ci rende disabili

La disabilit non un mondo a parte e serve anche un cambiamento culturale poich ad oggi prevale ancora un approccio medico-sanitario ed sottovalutato il condizionamento e l’impatto che pu avere il contesto sull’autonomia e il diritto all’inclusione nella societ delle persone con disabilit. Nel nostro Paese siamo ancora lontani da una cultura della disabilit che sia inclusiva in tutti gli ambiti della vita, la societ stessa che ci rende disabili, non lo siamo noi – sottolinea Francesco Mercurio, presidente del Comitato delle Persone sordocieche della Lega del Filo d’Oro -. Tutto pu essere normale e auspico un giorno che ovunque, nelle case, negli edifici, per le strade, in Tv e sui giornali, siano gi inclusi e previsti gli ausili e gli accorgimenti che garantiscono la piena fruibilit e accessibilit anche alle persone con disabilit fisiche e sensoriali. Nessuno oggi entrando in una casa, si chiede se c’ l’acqua o la corrente elettrica, lo diamo tutti per scontato. Vorrei che questo avvenisse anche per le rampe di accesso agli edifici, per i segnali sonori agli attraversamenti per strada e per la lingua dei segni nei programmi tv, cos da diventare una cosa del tutto normale. 

Appuntamenti del 2018

Non siamo all’anno zero, abbiamo ottime leggi anche se non attuate pienamente e le risorse disponibili non sono sufficienti per dare concreta attuazione ai diritti – afferma Roberto Speziale, presidente nazionale di ANFFAS, Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilit Intellettiva e/o Relazionale, che ha organizzato a Roma un convegno internazionale “ANFFAS 60 anni di futuro. Le nuove frontiere delle disabilit intellettive e disturbi del neurosviluppo” – . Chiediamo di essere messi in grado di avere, con i giusti sostegni, pari dignit e opportunit rispetto a tutti gli altri cittadini. In occasione della giornata internazionale, sono tante le iniziative organizzate in tutta Italia. L’Istituto Serafico di Assisi, polo di eccellenza nella riabilitazione dei ragazzi con disabilit plurime, aumenta i posti letto per il servizio residenziale (14 in pi) e quello diurno (10 in pi), in convenzione col Servizio Sanitario Nazionale: permetteranno di accorciare le liste d’attesa e di accogliere altri ragazzi con disabilit provenienti da tutto territorio nazionale. Inoltre, inaugura una nuova residenza e il Teatro “Sergio Goretti”. Ci permetteranno di assicurare ai ragazzi maggiori servizi di cura, nuove opportunit di inclusione e la loro piena ed effettiva partecipazione alla vita, dice la presidente del Serafico Francesca Di Maolo.

3 dicembre 2018 (modifica il 3 dicembre 2018 | 11:16)

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Autore dell'articolo: admin