Garzi, nobile maestro nella recessione romana



L’originalità non è il tratto distintivo della pittura romana al dissolversi del Seicento. La trama è quella consueta dei tempi di crisi: le nostalgie retrospettive soppiantano ogni slancio in avanti e favoriscono ampi spazi di omologazione. I pittori si muovono in un recinto strettissimo, dentro una tenaglia che stritola i tentativi di originalità e rifiuta programmaticamente l’avanzamento. Perciò mettono a punto una linea comune, convinti che la via per superare lo sconcerto della regressione in professionisti di periferia sia una … Continua


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