Gabriele Muccino attacca i David di Donatello 2019


Al regista non sono andate giù le 3 candidature ai David per “A Casa tutti Bene”.

L’avevamo prevista, la polemica, e puntualmente è arrivata. Gabriele Muccino, nel 2001 eletto miglior regista per L’ultimo bacio, ha nuovamente criticato i David di Donatello, a causa delle ‘sole’ tre nomination andate al suo A Casa tutti Bene, maggior incasso tra i film italiani usciti nel 2018. Come se i principali premi del cinema tricolore dovessero seguire le logiche del box office. Via Instagram, dopo una giornata di rumoroso silenzio, il regista è alla fine sbottato.

“Ok, va bene, sputiamolo questo rospo: A Casa tutti bene, maggior incasso italiano del 2018, ha ricevuto tre candidature ai David di Donatello. E sono orgoglioso per quelli ricevuti da Nicola Piovani per la sua bellissima musica e da Massimo Ghini come attore non protagonista per la sua struggente interpretazione. Ma il film meritava assai di più e dispiace doverlo scrivere. Ancor di più dispiace doverlo pensare, perché non capita sempre, ad ogni film che si realizzi, di essere così sicuri del proprio lavoro. Non sono presuntuoso, anche se sono certo che ora lo penserete categoricamente.

Ho accettato che nessuno dei miei ultimi sette film realizzati negli Stati Uniti e in Italia dal 2005 in poi, anche quelli più famosi di tutti, non ricevesse più ALCUNA candidatura (a parte la musica in un paio di casi). Non l’ho sempre compreso, ma accettato decisamente sì. Può certamente essere che io sia un regista mediocre e venga per questo ignorato dai giurati. Ma può però anche essere che ci sia qualche fattore, come chiamarlo, emotivo (?), che morde i fianchi dei miei colleghi impedendogli la serenità di un giudizio limpido e obiettivo nei confronti del mio lavoro. Mi rifiuto di pensare che sia così. Spero allora che mi perdonerete la sincerità (che so già non mi perdonerete), tipica del mio carattere impetuoso, e auguro a tutti i candidati (e alcuni lo meritano davvero) il più grande dei successi. Che vinca il migliore!”.

Va detto, ad onor del vero, che La ricerca della felicità venne nominato tra i migliori film stranieri. Va detto anche che tutti i film successivi di Muccino, ovvero Sette Anime, Baciami ancora, il flop Quello che so sull’amore, Padri e Figlie e L’estate addosso, siano stati poco apprezzati tanto dalla critica quanto dal pubblico. C’è anche da dire che Come un gatto in tangenziale, uscito a fine 2017 e campione d’incassi con 9.676.240 euro, ottenne lo scorso anno proprio 3 candidature. Ma Riccardo Milani, ovviamente, non ha battuto ciglio.

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Ok, va bene, sputiamolo questo rospo: A Casa tutti bene, maggior incasso italiano del 2018, ha ricevuto tre candidature ai David di Donatello. E sono orgoglioso per quelli ricevuti da Nicola Piovani per la sua bellissima musica e da Massimo Ghini come attore non protagonista per la sua struggente interpretazione. Ma il film meritava assai di più e dispiace doverlo scrivere. Ancor di più dispiace doverlo pensare, perché non capita sempre, ad ogni film che si realizzi, di essere così sicuri del proprio lavoro. Non sono presuntuoso, anche se sono certo che ora lo penserete categoricamente. Ho accettato che nessuno dei miei ultimi sette film realizzati negli Stati Uniti e in Italia dal 2005 in poi, anche quelli più famosi di tutti, non ricevesse più ALCUNA candidatura (a parte la musica in un paio di casi). Non l’ho sempre compreso, ma accettato decisamente sì. Può certamente essere che io sia un regista mediocre e venga per questo ignorato dai giurati. Ma può però anche essere che ci sia qualche fattore, come chiamarlo, emotivo (?), che morde i fianchi dei miei colleghi impedendogli la serenità di un giudizio limpido e obiettivo nei confronti del mio lavoro. Mi rifiuto di pensare che sia così. Spero allora che mi perdonerete la sincerità (che so già non mi perdonerete), tipica del mio carattere impetuoso, e auguro a tutti i candidati (e alcuni lo meritano davvero) il più grande dei successi. Che vinca il migliore! #daviddidonatello

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Autore dell'articolo: admin