Frammenti di un populismo amoroso



Il primo fa appello al “peggio di noi”: all’eccitazione che sostituisce il sentire, all’azione impulsiva/compulsiva che sostituisce il pensare. Il secondo, mira alla banalità del bene: l’estetica dei pensieri “corretti” e “dotti”. Una messa in scena delle parole che incide decorativamente la superficie e lascia dormire la profondità. Questo populismo compiace il desiderio di coltivare visuali e interessi originali, promettendogli un accesso al sapere facile, e lo inganna perché gli preclude l’incertezza, l’esitazione, il dubbio. Offre pensieri confezionati, adatti alle … Continua


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