Formula E: i segreti della Jaguar


Oltre duemila anni fa lo sport pi in voga tra i romani era la corsa con le bighe. Il popolo accorreva al Circo Massimo, tifava per i fantini e i cavalli. Lo scorso week end, invece, la citt di Roma si accesa con la prima tappa europea della Formula E. L’abbiamo seguito con il Team Panasonic Jaguar Racing, che ha messo a segno proprio nella citt eterna la sua prima vittoria di sempre in questo campionato.

Mitch Evans festeggia la vittoria romana
Mitch Evans festeggia la vittoria romana

Come ha ricordato Daniele Maver, direttore di Jaguar Italia, durante il Recharging Event che ha preceduto la gara di sabato, Jaguar stata pioniera in questo nuovo campionato, credendoci fin da subito, senza tuttavia dimenticare la sua gloriosa storia nelle competizioni che ha inizio negli anni Quaranta con la Millemiglia, la 24 ore di Le Mans, la Formula 1, e che oggi prosegue con la Formula E.

La Jaguar I-Type 3 di Mitch Evans
La Jaguar I-Type 3 di Mitch Evans

Perch sempre pi case automobilistiche sono interessate alla Formula E? La risposta di Amanda Stretton, ex pilota inglese e volto di Jaguar Racing (ci ha accompagnato in questa due giorni, raccontandoci l’attivit nei box), che la Formula E ha un costo di sviluppo molto basso per le case, perch le monoposto sono praticamente uguali per tutti i costruttori. Si possono variare pochissimi parametri, che riguardano prevalentemente il recupero dell’energia in frenata. Anche le gomme sono uguali per ogni condizione meteo. Tutte queste tecnologie poi vengono trasferite sulle auto da strada, consentendo cos uno sviluppo rapidissimo della propulsione elettrica. Le monoposto devono avere un peso massimo di 900 kg, perci, sorride Amanda, anche il peso del pilota fondamentale per risparmiare energia.

Mitch Evans, del team Panasonic Jaguar Racing, vincitore a Roma con la Jaguar I-Type 3
Mitch Evans, del team Panasonic Jaguar Racing, vincitore a Roma con la Jaguar I-Type 3

Tra la scorsa stagione e l’attuale il cambiamento stato enorme. Ora, grazie a un pacco batterie maggiorato, che arriva fino a 250 kW, si pu correre tutta la gara senza fare il cambio auto a met, com’era avvenuto nelle quattro stagioni precedenti. Le qualifiche sono fondamentali, quasi pi della gara, perch in un giro solo ci si gioca la posizione nella griglia di partenza, racconta Amanda. I pi veloci, nei rispettivi gruppi concorrono per la Super Pole, con un ulteriore giro. Diventa quindi fondamentale capire fin da subito i punti di frenata corretti, per sfruttare al massimo la potenza erogata dal motore, e determinanti diventano le condizioni meteo.

Mitch Evans salta fuori dalla Jaguar I-Type 3 dopo la vittoria
Mitch Evans salta fuori dalla Jaguar I-Type 3 dopo la vittoria

Roma, con i suoi 2,8 km di percorso e 21 curve, non ha risparmiato sorprese, ma quasi silenziose, visto che le monoposto sibilano anzich rombare… Le qualifiche che si svolgono a blocchi di quattro, hanno regalato sole e pioggia a seconda del gruppo, consentendo al pilota Jaguar Racing, Mitch Evans, di guadagnarsi il secondo posto in griglia di partenza, nonostante la pioggia. Proprio Evans ci ha raccontato come il circuito di Roma, dove lo scorso anno ha sfiorato la vittoria restando senza carica all’ultimo giro, sia il suo preferito, insieme a quello di Abu Dhabi, perch tra quelli con le strade larghe, in alcuni punti ha passaggi molto stretti, dove pi facile tenere dietro l’avversario. Inoltre con i suoi saliscendi molto simile a un vero circuito di Formula 1.

Il pilota neozelandese Mitch Evans, del Panasonic Jaguar Racing, alla conferenza stampa post gara
Il pilota neozelandese Mitch Evans, del Panasonic Jaguar Racing, alla conferenza stampa post gara

La gara della Formula E dura 45 minuti, pi un giro, ed stata interrotta all’inizio da un incidente causato dall’asfalto scivoloso. Dopo quasi un’ora di stop si ripartiti e l’ansia mista a speranza nel Team Jaguar Racing era contagiosa. Mitch Evans stato bravissimo nello sfruttare una regola introdotta quest’anno, rendendo molto pi avvincente la gara. Durante la corsa, le nuove monoposto I-Type 2, che hanno forme da batmobile, usano 200 kW di potenza, ma i piloti sono obbligati nel corso della gara, in un momento a scelta, a utilizzare una traiettoria molto sfavorevole, che consente di attivare l’Attack Mode, ovvero, una potenza extra di 25 kW, a disposizione per quattro minuti: ci pu fare la differenza.

Mitch Evans
Mitch Evans

Il Team di Principal di Jaguar Racing, James Barclay, ci ha raccontato come la strategia, con questa nuova regola, sia diventata fondamentale. Ne abbiamo avuto la prova, con Evans che ha sfruttato l’Attack Mode a met gara per superare il suo avversario e occupare la prima posizione, riuscendo a tenerla fino alla fine, tagliando il traguardo con solo il 2% di batteria e meno di un secondo sul pilota alle sue spalle, regalando a Jaguar Racing la prima vittoria assoluta nel campionato.

Mitch Evans, vincitore a Roma
Mitch Evans, vincitore a Roma

Alla settima gara, la Formula E un campionato pi aperto che mai, con sette piloti differenti sul gradino pi alto del podio, di sette diverse scuderie. Il prossimo appuntamento a Parigi a fine mese, nel frattempo il Team Jaguar pu mettere a segno con orgoglio un nuovo trofeo, dopo quello che ha visto la Jaguar I-Pace, eletta auto dell’anno 2019.

Mitch Evans davanti a Andre Lotterer durante l’E-Prix di Roma
Mitch Evans davanti a Andre Lotterer durante l’E-Prix di Roma

16 aprile 2019 (modifica il 16 aprile 2019 | 16:14)

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