Fondata l’Associazione mondiale per l’ipertensione polmonare


La complessit nella diagnosi e nel trattamento dell’ipertensione polmonare (grave condizione che interessa cuore e polmoni), le esigenze di un numero di pazienti in costante crescita, le competenze sempre pi specialistiche richieste, hanno indotto alcuni dei maggiori esperti internazionali a fondare una nuova Associazione mondiale: la World Symposia on Pulmonary Hypertension Association. La nuova Associazione nasce con l’obiettivo di intensificare la ricerca scientifica e rendere disponibili in tutto il mondo i recenti molteplici progressi nella diagnosi e nel trattamento della patologia, inviando i pazienti prima possibile ai Centri di eccellenza – spiega i Nazzareno Gali, neo presidente della nuova Associazione e responsabile del Centro di ipertensione polmonare del Policlinico S. Orsola, Universit di Bologna.

Le attivit e i soci fondatori

In particolare WSPH svolger un’attivit di formazione continua anche attraverso l’erogazione di finanziamenti sotto forma di borse di studio a studenti e ricercatori . L’Associazione, poi, si dedicher alla divulgazione scientifica attraverso l’organizzazione di eventi e conferenze di natura formativa in ambito medico. I membri fondatori di WSPH sono alcuni dei cardiologi e degli pneumologi che vantano elevate competenze ed esperienze internazionali specifiche. Si tratta in particolare di quattro specialisti, due europei e due statunitensi. In Europa, oltre a Nazzareno Gali, Gerald Simonneau, responsabile del Centro specialistico dell’Ospedale di Bictre, Universit di Parigi, nominato insieme a quello di Bologna dalla Commissione Ue Centri di eccellenza ERN – Lung (complessivamente sono 17 in dieci Nazioni, quello di Bologna l’unico in Italia ed anche la struttura di coordinamento europeo insieme al Centro di Parigi). Soci fondatori USA sono, invece, Vallerie McLaughlin dell’Universit del Michigan e Lewis Rubin, dell’Universit della California.

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I progressi nella diagnosi

Il crescente interesse nei confronti dell’ipertensione polmonare confermato dalla presenza di un numero di specialisti sempre maggiore in occasione dei congressi mondiali. Negli ultimi dieci anni sono quasi quadruplicati passando dai 350 del 2008 ai 1376 nel 2018. L’Associazione si occuper anche dell’organizzazione dei Congressi mondiali in materia: il prossimo, il settimo, si terr ad Orlando dal 27 febbraio al primo marzo 2023. In occasione dell’ultimo, il sesto, sono emersi progressi nella diagnosi di rilievo: costituiscono le basi per l’elaborazione delle nuove Linee guida internazionali e sono stati pubblicati sull’European Respiratory Journal nel mese di gennaio 2019. La diagnosi, in particolare, si affina, a seguito di riconsiderazioni emodinamiche: la nuova soglia di diagnosi iniziale diventata infatti pi stringente. Il livello di riferimento di pressione arteriosa scende da 25 a 20 mmHg. In pratica anticipiamo il livello iniziale di attenzione ai sintomi dei pazienti in modo da garantire loro tempestivamente l’invio a un Centro di eccellenza per seguire, quando necessario, terapie mirate – spiega Gali — La procedura diagnostica diventata anche pi semplice e pi rapida per favorire il compito del medico specialista e abbreviare il percorso del paziente facendolo giungere prima al Centro specialistico di eccellenza.

Percorsi standard per i pazienti

Per la prima volta abbiamo codificato e standardizzato il percorso del paziente – specifica Simonneau – in modo da gestire rapidamente tutti gli aspetti legati alla condizione”. Non solo. Ad inizio 2019 partito un primo studio in pediatria che durer due anni — anticipa la professoressa McLaughlin — che prevede la somministrazione di un farmaco gi approvato per l’adulto e si pone l’obiettivo di stabilire la dose ottimale per il bambino e confermare la efficacia clinica. L’evoluzione dell’ipertensione polmonare oggi tenuta sotto controllo pi a lungo dalla terapia che garantisce una migliore qualit di vita al paziente. Il periodo di assistenza e controllo delle fasi avanzate si avvale anche di metodiche di assistenza circolatoria — spiega Rubin, — quindi aumentano le possibilit di potersi sottoporre al trapianto di polmoni, l’ultima possibilit di trattamento della condizione. Questo significa che aumentano globalmente le aspettative di vita del malato. Sempre pi mirata, poi, la terapia farmacologica, che oggi viene stabilita sulla base della valutazione del rischio del paziente.

3 aprile 2019 (modifica il 3 aprile 2019 | 15:50)

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Autore dell'articolo: admin