Firenze Roma Napoli, incanto e spiritus loci in Shelley



Di ritorno da Gerusalemme, nella sua breve sosta a Roma nel febbraio del 1857, Herman Melville scoprì con sorpresa che copie di un ritratto di Beatrice Cenci – un presunto Guido Reni – ospitato alla Galleria Corsini, dove Melville si recò, erano in vendita presso bottegucce di antiquari per pochi soldi, quasi come un musivo «ricordino» romano: «mi offrono una Cenci a 4 dollari». Beatrice era nota nell’Ottocento grazie a quel celebre dipinto (una Sibilla à la Domenichino?), reso ancora … Continua


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