Firenze, il Tar boccia la nuova pista dell’aeroporto


Il Tar della Toscana ha accolto il ricorso dei comitati e dei sei comuni della Piana che si oppongono alla realizzazione della nuova pista per l’Aeroporto Amerigo Vespucci di Firenze, progetto lungamente caldeggiato da Matteo Renzi e confermato dall’attuale Governo. Per il Tribunale Amministrativo sono troppe le 142 prescrizioni contenute nella valutazione di impatto ambientale.

Nelle loro motivazioni, i giudici hanno preso una posizione chiara sull’istruttoria: “la previsione di un numero così elevato di prescrizioni, ma soprattutto il carattere e il tenore di queste ultime, dimostra inevitabilmente il difetto di istruttoria in cui è incorsa l’Amministrazione, che è stata obbligata a posticipare la valutazione dei relativi impatti ambientali“.

Il progetto non è sufficientemente dettagliato per consentire una valutazione appropriata dell’opera: “Il progetto sottoposto a Via non conteneva quel grado di dettaglio minimo e sufficiente affinché il Ministero dell’Ambiente addivenisse ad una corretta valutazione di compatibilità ambientale, non essendosi individuati compiutamente le opere da realizzare

La documentazione presentata nell’ambito del procedimento urbanistico conferma come in sede di VIA sia stato presentato un progetto parziale e comunque insufficiente a consentire una compiuta valutazione degli impatti ambientali, essendosi rinviato detto giudizio alle fasi progettuali successive, devolvendo le attività di verifica della corretta esecuzione delle prescrizioni al costituendo Osservatorio Ambientale“.

Lorenzo Falchi, sindaco di Sesto Fiorentino, ha esultato per questa sentenza: “Una giornata di straordinaria importanza per il nostro territorio e il suo futuro. Il Tar ha riconosciuto la validità delle ragioni dei Comuni, delle associazioni, dei comitati contro un’opera che noi riteniamo sbagliata. Si tratta di una grande vittoria, che dovremo senz’altro approfondire, ma che nella sostanza è chiara: il decreto di VIA è illegittimo e cade, pertanto, tutto il castello giuridico e amministrativo messo su anche con alcune forzature per arrivare a realizzare a tutti i costi una pista incompatibile col nostro territorio e illegittima dal punto di vista giuridico. Un pensiero, oggi, va a tutti gli amministratori e ai cittadini che per anni si sono battuti contro un’opera sbagliata. L’unico rammarico è che a questo risultato si sia dovuti arrivare per via giudiziaria e non attraverso la politica“.


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Autore dell'articolo: admin