Filologi e computer, da Padre Busa ai software perversi



Fra le proposte di nuove lauree in esame al MIUR più d’una riguarda le Digital Humanities, cioè l’applicazione dell’informatica agli studi sociali e culturali. L’approccio tecnologico ai dati umanistici, anzi la stessa concezione di concetti e parole come «dati», dunque gestibili e analizzabili con processi matematici, deriva dagli esperimenti pionieristici di Roberto Busa, il gesuita milanese che negli anni quaranta convinse l’IBM ad aiutarlo nella creazione di una piattaforma per digitalizzare e rendere così indicizzabile e analizzabile l’opera omnia di … Continua


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