Ferrari bilancio 2018: i conti


Obiettivi raggiunti nel bilancio Ferrari 2018. Alla fine dell’anno i ricavi sono leggermente saliti, mentre l’utile netto è cresciuto in modo impressionante. Camilleri, 5 nuovi modelli nel 2019. L’elettrica non prima del 2022. Il titolo del Cavallino vola in Borsa

Chissà se questa volta i mercati saranno contenti. Per il momento pare che l’abbiano presa bene, a differenza di quanto accaduto lo scorso agosto per la semestrale: il 31 gennaio, dopo una mattinata abbastanza piatta, appena diffusi i risultati del  bilancio Ferrari 2018 il titolo azionario alla Borsa di Milano si è impennato, arrivando a metà pomeriggio a +3,25% rispetto al giorno precedente, proseguendo a +9,54% nelle ore successive. L’esercizio si è chiuso secondo le previsioni attese nel semestre precedente. I dati comunicati dall’azienda di Maranello confermano gli obiettivi di ricavi, profitti e indebitamento. Sono aumentate anche le consegne, cioè le auto vendute. In estrema sintesi, crescono leggermente le entrate e decollano gli utili. Louis Camilleri e il resto del management hanno illustrato agli investitori i dettagli finanziari dell’annata da poco conclusa. E ora diamo uno sguardo alle cifre.

 

Bilancio Ferrari 2018: i numeri

Ferrari

Partiamo dai numeri fondamentali del bilancio Ferrari 2018. Nei 12 mesi da poco conclusi, il Cavallino rampante ha consegnato 9.251 vetture, un aumento del 10% rispetto al 2017. I ricavi netti ammontano a 3,42 miliardi di euro, stabili con un +0,1%. Impressionante invece la crescita dell’utile netto: +46%, pari a 787 milioni. Un parametro importante nel valutare la gestione aziendale è quello chiamato EBITDA, sigla inglese che indica il risultato operativo lordo senza imposte, svalutazioni e ammortamenti. Esso ammonta a 1,115 miliardi, +8%. Invece il dato EBIT, margine operativo netto prima  delle tasse, è di 826 milioni, +7%. Infine l’indebitamento industriale netto è di 340 milioni, diminuito del 28%.

Lasciamo invece perdere le voci “adjusted” (calcolo del risultato d’esercizio ipotizzato escludendo le voci di natura straordinaria, cioè rettificando i parametri, da qui la parola inglese adjusted), elementi utili esclusivamente agli addetti ai lavori in materia finanziaria. Le voci che contano, quelle su cui vengono pagate tasse, interessi e dividendi, non sono per niente “adjusted”.

Gli obiettivi aziendali confermati dopo la prima semestrale dell’anno puntavano a 3,5 miliardi di ricavi, oltre 9.000 consegne, 595 milioni di utile netto e 335 milioni d’indebitamento netto. Per quanto riguarda invece il risultato relativo all’ultimo trimestre 2018, si registrano 2.398 consegne (+19%), 845 milioni di ricavi netti (+1%) e utile netto di 191 milioni (+40%). L’indebitamento industriale netto è invece sempre finale, quindi coincide con l’ultimo periodo misurato, in questo caso il 31 dicembre, e resta di 340 milioni; cambia tuttavia la variazione, poiché il debito al 30 settembre 2018 era di 372 milioni (-9%), mentre al 31 dicembre 2017 ammontava a 473 milioni. La Ferrari ha delineato per la fine del 2019 l’obiettivo di ricavi netti annuali superiori a 3,5 miliardi, pari ad una crescita del 3%.

 

L’analisi del bilancio Ferrari 2018

L’aumento delle consegne è stato trainato dalle vendite dei modelli a 12 cilindri (+19,6%), in particolare della Ferrari 812 Superfast, mentre le vendite dei modelli con motore V8 sono salite del 7,3%; qui è la Ferrari Portofino ad avere guidato la crescita, seguita dalla serie speciale 488 Pista lanciata lo scorso marzo. Le consegne sono aumentate in tutte le regioni globali: Europa, Medio Oriente e Africa +13,1%, America +6,7%, Cina (con Hong Kong e Taiwan) +12,6%, resto dell’Asia e Pacifico +7,8%. Sono calati i ricavi derivanti dalla vendita dei motori, a causa della diminuzione delle consegne alla Maserati; in aumento invece i proventi commerciali da sponsorizzazioni e uso del marchio, grazie ai migliori risultati sportivi nel 2017 rispetto al 2016.

I costi industriali e di ricerca/sviluppo sono leggermente diminuiti (8 milioni in meno), per le minori spese in Formula 1. Una buona parte nell’aumento dell’utile deriva da un’aliquota fiscale ridotta grazie all’accordo fiscale aderendo all’agevolazione Patent Box concessa dal fisco italiano.

 

Bilancio Ferrari, Camilleri: 5 nuovi modelli nel 2019

Piano industriale Ferrari

L’amministratore delegato della Ferrari, Louis Camilleri, ha dichiarato nel corso della conference call tenuta il 31 gennaio di fronte agli investitori: “E’ stato un anno solido su tutti i fronti, in linea con la strategia decisa nell’ultimo capital markets day. Questo nonostante le tensioni internazionali, dalla guerra dei dazi al rallentamento della Cina, dalla Brexit alla volatilita’ del mercato dei cambi”.

Il 2019 sarà un altro anno favorevole” – ha proseguito Camilleri – “lo vedremo nel momento in cui i nuovi modelli verranno immessi sul mercato, in particolare la 488 Pista Spider, ma anche le serie speciali Ferrari Monza SP1 ed SP2. Nel 2019 inoltre presenteremo 5 nuovi modelli. Per quanto riguarda la Formula 1, anche se il 2018 è stato il migliore degli ultimi anni, non abbiamo raggiunto l’obiettivo che è quello di sempre, così anche per il 2019: vincere. Prevediamo un aumento delle spese dovuto alle modifiche dei regolamenti“. Ad una domanda su quando si vedrà una Ferrari completamente elettrica, Camilleri ha risposto: “Non prima del 2022“.




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Autore dell'articolo: admin